SCUOLA ADRO / Borghezio difende il sindaco Lancini, “Merita un riconoscimento”

Il sindaco di Adro Oscar Lancini

SCUOLA ADRO Oscar Lancini, il sindaco di Adro non si dà per vinto e ribadisce che la rimozione è avvenuta «in modo arbitrario e fuorilegge». Non a caso ha partecipato ieri a Milano ad un convegno dal tema inequivocabile «Simbolismo e politica» con l’europarlamentare leghista Mario Borghezio, che oltre a testimoniare la sua stima a Lancini ha lanciato bordate contro lo Stato italiano colpevole di avere «rapinato» i popoli degli stati preunitari, al punto da coinvolgere il Presidente della Repubblica che dovrebbe restituire i beni «saccheggiati» e conservati al Quirinale.Lancini ha difeso senza esitazione la scelta di riempire la scuola con il Sole delle Alpi, inequivocabile simbolo della Lega che lo ha anche depositato: «Oggi – ha spiegato – nessuno mi ha ancora detto quale è la legge, il comma, l’articolo che avrei violato». Per questo motivo ha ricordato di aver incaricato dei tecnici di studiare una via giudiziaria per dirimere la questione. Anche se Bossi aveva detto che i 700 simboli erano troppi, il sindaco ha sostenuto di sentirsi tutelato dalla Lega: «Non ho mai dubitato che i vertici del mio partito mi abbiano sostenuto in questa iniziativa». Borghezio, che rappresenta l’ala oltranzista del Carroccio, non ha alcun dubbio nel sostenerlo: «Ha dimostrato di essere un politico di grande cultura a differenza di molti ignoranti di cui è affollata la politica, perchè sa come e da quando esiste questo simbolo che non è un simbolo di partito ma metapolitico, appartenente quindi ai popoli». «Se fossi stato il presidente della Repubblica – ha aggiunto l’europarlamentare leghista – avrei dato un riconoscimento a questo sindaco perchè, con questa sua scelta coraggiosa, ha dato un’indicazione che dobbiamo riconnetterci ai nostri simboli ancestrali». Oltre a dare un riconoscimento a Lancini, il Capo dello Stato dovrebbe porre rimedio al «saccheggio dei beni degli Stati preunitari che sono stati portati nel palazzo in cui vive». «Il Quirinale – ha spiegato – è pieno di arazzi, documenti, quadri rapinati in maniera garibaldina dai luoghi in cui stavano e, per il rispetto del diritto di ogni popolo di tenere sul proprio territorio i propri beni culturali, il presidente della Repubblica dovrebbe liberare il Quirinale di questi beni di rapina».Alla querelle sul polo scolastico Gianfranco Miglio ha posto una definitiva parola fine il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini: «La parola fine l’ abbiamo già messa perchè i simboli sono stati rimossi. Il sindaco non ne è convinto? Mi spiace ma ritengo che la scuola debba rimanere fuori da ogni pretestuosa polemica politica».

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