ICTUS CEREBRALE COLPISCE UNA PERSONA OGNI 6 SECONDI – “One in Six”: e’ questo lo slogan della VI Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, che si svolgera’ in tutto il mondo il 29 ottobre con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di una malattia che colpisce, nel mondo, indipendentemente dall’eta’ o dal sesso, 1 persona ogni 6 secondi. Mentre in Italia, ogni giorno, l’ictus colpisce circa 660 persone. “Cio’ che emerge nella popolazione, purtroppo, e’ la scarsa conoscenza di cosa sia un ictus, come si manifesti e quanto sia importante il ricovero in ospedale il prima possibile”, afferma Maria Luisa Sacchetti, presidente della federazione A.L.I.Ce. Italia Onlus, che in occasione della giornata mondiale presentera’ i primi risultati dell’indagine condotta sulla conoscenza dell’ictus ed i costi che gravano sui malati di ictus cerebrale, realizzata in collaborazione con il Censis e l’Universita’ degli Studi di Firenze, all’interno del progetto “Promozione dell’assistenza all’Ictus Cerebrale in Italia”, finanziato dal ministero della Salute.

 L’indagine Censis, di cui e’ stata diffusa un’anticipazione, ha messo in luce come l’ictus rimanga ancora, per moltissimi italiani e in particolare per i piu’ anziani, una patologia quasi sconosciuta: il 77% pensa di sapere cos’e’, ma tra loro e’ solo il 55,8% ad identificarlo correttamente come una malattia del cervello, mentre il 14,2% ritiene che sia un tipo di infarto cardiaco, e l’11,6% lo considera una malattia del sangue. “E’ pero’ soprattutto la mancata conoscenza dell’importanza enorme che possono avere l’instaurazione tempestiva della trombolisi (il 26,2% sa cos’e’) e l’invio ad una stroke unit (e’ appena il 15,0% a sapere di cosa si tratta) a costituire un dato preoccupante – sottolinea Ketty Vaccaro, responsabile Welfare e Salute del Censis – dal momento che si tratta di misure terapeutiche che possono ridurre in modo decisivo i danni dell’ictus“. Riguardo invece all’impatto dell’assistenza sui familiari, dalla ricerca emerge che il 55,7% non ha piu’ tempo libero e nel 77,8% dei casi indicano che la qualita’ della loro vita e’ peggiorata a causa dell’onere assistenziale. Infine, il 72,1% si sente stanco e uno su quattro (il 24,8%) soffre di depressione.

Fonte: Ansa