SIGLATO ACCORDO SULL’APPRENDISTATO TRA GOVERNO, REGIONI E PARTI SOCIALI / Tra gli obiettivi quello di dare un nuovo impulso all’occupazione giovanile

SIGLATO ACCORDO SULL’APPRENDISTATO TRA GOVERNO REGIONI E PARTI SOCIALI – Siglata, al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, un’intesa tra governo, Regioni, Province autonome e parti sociali per il rilancio dell’apprendistato. L’obiettivo è quello, come si legge nel testo, di “dare un nuovo impulso all’occupazione giovanile in apprendistato conferendo, per lavoratori e imprese, immediata certezza al quadro giuridico e istituzionale di riferimento attraverso una fase di transizione di 12 mesi”.
“L’intesa siglata oggi per il rilancio dell’apprendistato dà nuova forza a uno strumento estremamente importante, che deve divenire l’ingresso tipico dei giovani nel mercato del lavoro”, afferma il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi. “Purtroppo – sottolinea – la crisi ha determinato la riduzione dei contratti di apprendistato e del loro contenuto formativo. L’accordo firmato oggi, finalizzato peraltro anche a combattere l’uso distorto del tirocinio e delle collaborazioni, vuole rilanciare lo strumento fondamentale dei contratti di apprendistato restituendo ad esso contenuto formativo garantito dalle Regioni o in sussidiarietà dalle parti sociali e dagli enti bilaterali”.
In questa fase, e in attesa di una revisione e di un chiarimento della normativa vigente, dunque, le parti concordano di “confermare il quadro di operatività dell’apprendistato professionalizzante, come disposto dai commi 5 e 5 bis dell’articolo 49 del decreto legislativo n. 276 del 2003, con particolare riferimento alla funzione surrogatoria dei contratti collettivi nazionali di lavoro e degli accordi interconfederali, là dove la Regione non abbia regolamentato la materia d’intesa con le associazioni dei datori di lavoro e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano regionale”.
Ma anche di “confermare, per le ipotesi di cui al comma 5 ter dell’articolo 49 del decreto legislativo n. 276 del 2003, in materia di formazione esclusivamente aziendale, e alla luce della sentenza n. 176 del 2010 della Corte Costituzionale, le previsioni contenute nei contratti collettivi e negli accordi interconfederali che hanno disciplinato l’apprendistato professionalizzante anche in applicazione di detto comma, che rimangono valide per le Regioni che non hanno già provveduto a definire compiutamente la normativa ai sensi dell’articolo 49, commi 5 e 5 ter, del citato decreto legislativo n. 276 del 2003”.
Nell’intesa, si stabilisce inoltre di avviare un tavolo tripartito per la “definizione di una mappatura condivisa della normativa concretamente applicabile Regione per Regione, settore per settore; delle linee guida condivise per la riforma dell’apprendistato professionalizzante secondo la delega contenuta nella legge n. 247 del 2007 in corso di riattivazione nell’ambito del disegno di legge ‘collegato lavoro’, valorizzando la formazione aziendale di tipo formale, la risorsa della bilateralità, il ruolo dei fondi interprofessionali e la tracciabilità sul libretto formativo del cittadino; di un quadro più razionale ed efficiente dei tirocini formativi e di orientamento al fine di valorizzarne le potenzialità in termini di occupabilità e prevenire gli abusi e l’utilizzo distorto degli stessi tirocini formativi e di orientamento e di altre tipologie contrattuali (in particolare le collaborazioni coordinate e continuative) in concorrenza con il contratto di apprendistato”.
Infine, viene confermato che, in caso di imprese multi-localizzate, per l’attivazione dei contratti di apprendistato e per i tirocini formativi e di orientamento, trova applicazione su tutto il territorio nazionale la sola regolamentazione della Regione dove l’impresa ha la propria sede legale.

Fonte: Adnkronos