RINO GAETANO AVREBBE COMPIUTO 60 ANNI

Rino Gaetano

RINO GAETANO AVREBBE COMPIUTO 60 ANNI – Rino Gaetano avrebbe compiuto 60 anni il 29 ottobre. Il cantautore crotonese trapiantato a Roma è ancora oggi attualissimo, a quasi 30 anni dal tragico  incidente stradale che lo uccise il 2 giugno del 1981 sulla via Nomentana a Roma, e molto conosciuto ed apprezzato anche da ragazzi che allora non erano ancora nati. Non a caso negli ultimi anni sono usciti con successo raccolte, inediti e gli è stata dedicata anche una fiction di successo.

Del suo rapporto d’amore-odio con vizi e virtù dell’Italia, di cui è stato profetico analista con  tono scanzonato, Gaetano aveva fatto la cifra stilistica. ”In fondo è bello però, è il mio Paese e io ci  sto”, cantava nel 1980. E c’è da giurare che oggi avrebbe trovato mille nuovi bersagli per il suo ”nun te reggae più”. Proprio quel tono ironico e apparentemente poco impegnato gli creò qualche  problema negli anni 70: lo si accusò di qualunquismo, di non avere una collocazione chiara, in un momento in cui schierarsi politicamente era d’obbligo. Ma le sue ballate pungenti sul costume e sulla  politica si sono rivelate ben più lungimiranti, illuminate e sempreverdi di quelle di tanti suoi colleghi.

”Già quando cantavo al Folkstudio – ricordò una volta Rino Gaetano – ero al centro di certe  discussioni. Molti non volevano che io facessi i miei pezzi perché, dicevano, sembrava che volessi  prendere in giro tutti”.

“Ingresso Libero”, il suo primo album uscito nell’estate del 1974, viene non a caso accolto in maniera molto leggera e quasi inosservata da pubblico e critica, ma Gaetano riesce a essere presente sul mercato grazie a canzoni come “Ad esempio a me piace il sud”, “Tu forse non essenzialmente tu”, “I tuoi occhi sono pieni di sale”. Prima del secondo album, nell’estate del 1975 esce quello che poi sarebbe divenuto uno dei suoi brani manifesto: “Ma il cielo e sempre più blu”, che anticipa il disco “Mio fratello è figlio unico”.

Da questo momento in poi, per un periodo che va dal 1976 al 1978, Rino Gaetano si impone sempre più come il cantautore fuori dagli schemi, pubblicando una serie di pezzi fanno insieme divertire e riflettere: con “Aida” (1977) e “Nuntereggaepiu”‘ (1978) in un rapido crescendo, riscuote consensi sempre più consistenti, fino al successo di “Gianna” al Festival di Sanremo del 1978 che gli vale il terzo posto nella classifica finale in un’esibizione che è rimasta scolpita nella memoria di molti.

Nel 1979 è la volta del disco “Resta vile maschio dove vai” che lancia nel periodo estivo l’indimenticabile ballata “Ahi Maria”.Il disco segna il passaggio dalla piccola casa discografica It, alla multinazionale Rca e l’inizio di una serie di tournee che lo renderanno popolarissimo in tutta Italia. Nel 1980 partecipa come interprete al concept-album dei Perigeo nei brani “Alice”, “Al bar dello sport” e “Confusione gran confusione” e sempre nell’inverno dello stesso anno esce il suo sesto e ultimo disco “E io ci sto”. In un’intervista rilasciata nell’anno in cui mori’, Gaetano spiegava che alla base della svolta musicale del suo ultimo album non c’era “nulla di pensato”: “E’ un rifiuto che ho naturalmente. Il rifiuto per tutto ciò che si sta facendo nel campo della musica leggera. Quando ho scritto ‘Mio fratello e’ figlio unico’, andava di moda gente come Nicola di Bari. Quando ho inciso il disco più leggero che ho mai fatto, ‘Nuntereggaepiu”, c’erano Guccini, De Gregori, erano tutti impegnati. Adesso c’è un ritorno al cosiddetto disimpegno e io ho voluto tornare a parlare”.

Dopo la sua morte, che lo coglie alla guida della sua Volvo poco prima dell’alba del 2 giugno 1981 mentre sta per tornare nella sua casa di via Nomentana, sono stati moltissimi i tributi dedicati in varie forme all’artista.

Fonte.tgcom