Cisgiordania, inauguarato hotel a 5 stelle a Ramallah

HOTEL A 5 STELLE IN CISGIORDANIA – Che i tempi siano cambiati, dalle parti di Ramallah, ormai l’hanno capito anche gli occidentali. Che, fiutando l’affare, hanno deciso di investire. Nel lusso, soprattutto. Ecco perché, per la prima volta nella storia della Cisgiordania, è stato inaugurato il primo hotel a cinque stelle.

Certo, la West Bank resta quella di sempre. E infatti, fanno notare i giornalisti europei, basta affacciarsi dai piani alti dell’edificio per capire quanto, tutt’intorno, le cose siano ancora lontane dall’Occidente: gl’insediamenti ebraici incombono da una collina a qualche centinaio di metri, un campo profughi palestinese poco più giù ricorda i decenni di scontri. A qualche chilometro più in là, sull’orizzonte, il muro di cemento armato è diventato una sorta di promemoria sulla situazione politica dell’area.

L’albergo si chiama “Mövenpick Hotel” e rientra nel franchising della nota catena svizzera Mövenpick. Punta ad attirare gl’imprenditori stranieri e non che, negli ultimi mesi, aumentano sempre più. «Il passato è passato. Crediamo nel futuro del Paese e di questo albergo», ha detto il direttore generale Daniel Roche.

L’hotel è costato 40 milioni di dollari, ha 171 tra stanze e suite, una piscina esterna, un centro fitness, sette sale per le conferenze. Il ristorante principale, poi, è guidato da uno chef italiano e al piano terra c’è un bar che offre sigari e whisky invecchiato almeno vent’anni.

«Ma senza progressi politici, sicurezza e crescita economica non ci saranno mai in questa regione», ha avvertito il portavoce dell’Autorità nazionale palestinese Ghassan Khatib. Poi, insieme ai vertici svizzeri della Mövenpick è andato a bere e a mangiare. Mentre, fuori, i coloni continuavano a costruire e i profughi palestinesi a litigare per l’acqua potabile.

Leonard Berberi