Otto testimoni pronti a scagionare Sabrina Misseri: domani davanti ai giudici

OTTO TESTIMONI SCAGIONANO SABRINA MISSERI – Otto testimoni, quattro buchi nell´indagine e una nuova verità: «Non sono stata io a uccidere Sarah: ci sono piste alternative». Sabrina Misseri dichiara guerra al padre Michele. I suoi difensori depositeranno domani una lunga memoria al tribunale del Riesame chiedendo la scarcerazione della ragazza.

 Sabrina sarà in aula: non potrà parlare ma vuole guardare in faccia i giudici. I legali Vito Russo ed Emilia Velletri esibiranno le dichiarazioni di otto persone che, spiega Russo, tirerebbero fuori dai guai Sabrina aprendo «la strada ad altre piste».

Un primo punto riguarda Mariangela. Secondo i difensori la ragazza ha del risentimento verso Sabrina, sempre per via di Ivano. «Dunque non è una testimone genuina». I legali contestano poi i tempi dell´omicidio: in base ai tabulati ci sono soltanto otto minuti “liberi” per Sabrina, nei quali non fa né telefonate né manda messaggi. Troppo pochi, dicono, per ammazzare Sarah, salire in casa, svegliare il padre e riscendere giù in garage. Non solo: secondo la difesa di Sabrina, Misseri non dice la verità quando sostiene di aver fatto tutto da solo. Tante e inusuali sono quel pomeriggio del 26 agosto le telefonate all´amico Cosimino, che abita proprio nell´area del pozzo.

Ci sono poi le dichiarazioni dell´altra figlia Valentina: racconta che in uno dei colloqui in carcere, il padre le ha confidato di aver fatto tutto da solo e che Sabrina non ha avuto alcun ruolo. I legali battono poi sull´inattendibilità di Misseri, «ha cambiato quattro versioni in un mese» dicono, e ritengono che non esistano i presupposti per il carcere: «Se avesse voluto inquinare le prove, avrebbe lasciato la presunta arma del delitto nell´auto del padre?».

Sulla cintura di cuoio bianca, l´ultima arma del delitto indicata da Misseri, sono iniziati gli esami. Di cinture da analizzare ce ne sono molte altre: i carabinieri del Ris, ieri, ne hanno sequestrate a casa di Sabrina altre 49. A Misseri, intanto, i pm di Taranto hanno deciso di contestare un altro reato oltre a omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere: quello di violenza sessuale, per le molestie sulla quindicenne.

Fonte: Repubblica