Processo di Napoli: La Juventus vuole fare chiarezza

Il tribunale di Napoli

PROCESSO DI NAPOLI – La Juventus vuole fare chiarezza sulla situazione Calciopoli, e continua intanto il processo di Napoli. Oggi a deporre è stato chiamato Dino Zoff, e la difesa si è appellata nei confronti dei pedinamenti nerazzuri. Ecco un riassunto concreto seguito da TuttoJuve.com e da J1897network.com:

Ore 9.50 – Sono già presenti i aula i pm Narducci e Capuano, De Santis, e gli avvocati Morescanti e Gallinelli.

Ore 10.10 – Iniziato l’appello degli imputati. Al momento mancano sia Moggi che tutto il suo collegio difensivo. Assente anche Paolo Bergamo. Per i mezzi di informazione siamo ai minimi storici. Assente anche Tuttosport, forse per la contemporaneità dell’appello del processo GEA.

Ore 10.20 – La difesa di Innocenzo Mazzini rinuncia ad Ulivieri, l’unico teste che aveva convocato. È arrivato l’avv. Trofino, mentre Prioreschi è impegnato a Roma con l’appello GEA. Il Presidente Teresa Casoria ribadisce che entro il 23 deve terminare l’esame di tutti i testimoni. Viene introdotto il teste Dino Zoff.

DEPOSIZIONE DINO ZOFF.
Avv. Picca (difesa Della Valle):
Se può riassumere le sue esperienze nel calcio, sia come calciatore che come allenatore.
Zoff: È una storia abbastanza lunga. Non credo che al tribunale interessi. Sono stato calciatore per 25 anni, passando in diverse squadre Udinese, Mantova, Napoli e Juventus, poi dirigente e presidente della Lazio. Poi prima nell’ambito della Nazionale, poi allenatore della Juventus, Lazio e della Fiorentina.
Avv. Picca: L’ultima stagione da allenatore è stata nel 2004-2005?
Zoff: Sì ma subentrai a febbraio 2005.
Avv. Picca: Quindi a stagione già iniziata?
Zoff: Sì quasi nell’ultima metà.
Avv. Picca: A chi subentrò?
Zoff: Mondonico, credo.
Avv. Picca: E rimase allenatore fino alla fine?
Zoff: Sì fino a giungo 2005.
Avv. Picca: Lei è citato per una specifica partita Lazio-Fiorentina del maggio 2005.
Zoff: Sì.
Avv. Picca: Ricorda il risultato?
Zoff: Credo 0 a 0.
Avv. Picca: Ricorda l’arbitro?
Zoff: Sì, Rosetti.
Avv. Picca: Ricorda se si verificò un episodio legato ad un’azione?
Zoff: Sì un fatto successe, un giocatore della Lazio respinse la palla con la mano sulla linea di porta e molti giocatori si lamentarono per questo, perché l’arbitro non lo sanzionò. Credo che non l’abbia visto.
Avv. Picca: Le fu riferito dai suoi giocatori del fallo evidente?
Zoff: No, era abbastanza evidente.
Avv. Picca: Questa gara era importante?
Zoff: Eh sì, poteva essere determinanate, una vittoria ci portava fuori, non del tutto, dalla zona retrocessione.
Avv. Picca: Ricorda se la squadra era fortemente coinvolta nella lotta per non retrocedere?
Zoff: Certo, eravamo alle ultime partite in una posizione più che precaria.
Avv. Picca: Per effetto di questo risultato l’ultima giornata diventò determinante?
Zoff: Indubbiamente, dovevamo vincerla, l’abbiamo vinta. Sarebbe stato diverso vincendo con la Lazio.
Avv. Picca: La difficoltà di salvarvi era anche legato al risultato di partite concomitanti?
Zoff: Beh sì, indubbiamente.
Avv. Picca: Ricorda quando assunse l’incarico di guida della Fiorentina quale era la condizione della squadra?
Zoff: Era in crisi, del resto quando si cambiano tre allenatori vuol dire che la situazione è difficile.
Avv. Picca: Lazio-Fiorentina: prima della gara ha ricevuto indicazione dalla dirigenza della squadra di un intervento da parte loro finalizzato a garantire un risultato positivo per la Fiorentina?
Zoff: Assolutamente no.
Avv. Picca: Di fatto le ebbe a ricevere dai Della Valle?
Zoff: Da nessuno.
Avv. Picca: Ricevette notizia da Andrea Della Valle che c’era stata un’azione della dirigenza?
Zoff: No, assolutamente no, mai ricevuto notizia.
Avv. Picca: E da Mencucci?
Zoff: No.
Avv. Picca: Nella gare successive, e anche in quelle precedenti, ha mai ricevuto dalla dirigenza indicazioni che ci fossero state delle iniziative assunte per garantire il risultato positivo degli incontri?
Zoff: Confermo, mai.
Avv. Picca: Le preoccupazioni della dirigenza erano legate ad una tenuta della squadra per una permanenza in A?
Zoff: Le preoccupazioni erano per la posizione in classifica, niente altro.
Avv. Picca: Di queste preoccupazioni la dirigenza ne facevano oggetto di discussioni con Lei?
Zoff: Beh si poteva discutere dei risultati, della possibilità di venirne fuori niente altro.
Avv. Picca: Erano dei discorsi che si possono riassumere come discorsi normali di preoccupazione sportiva?
Zoff: Ma certamente.
Avv. Picca: Lei ha parlato dell’errore di Rosetti. Ha registrato nella partite precedenti situazioni nelle quali gli arbitri avevano assunto decisioni particolari?
Zoff: Beh succede che uno veda le cose in un modo di parte, ma non ho trovato niente di particolarmente negativo.
Avv. Picca: Nessuna altra domanda.

Avv. Gallinelli (difesa De Santis): Vorrei che indicasse quanti anni ha svolto l’attività agonistica nella Juve.
Zoff: Da calciatore 11 anni.
Avv. Gallinelli: Poi è stato allenatore.
Zoff: Sì, un anno nello staff tecnico, poi sono rientrato diversi anni dopo come allenatore della prima squadra.
Avv. Gallinelli: In quel periodo quanti titoli ha vinto la Juve?
Zoff: Io ne ho vinti sei.
Avv. Gallinelli: Si ricorda di gare della Juve arbitrate da De Santis?
Zoff: Non vorrei fare un torto a De Santis, ma l’arbitro non è una cosa che ricordo.
Avv. Gallinelli: Nessuna domanda.
Presidente Casoria: Zoff, può andare.

– L’avv. Gallinelli, difesa De Santis, deposita un documento del 18/10/2006, firmato da Borrelli, in cui si chiedeva al procuratore della Repubblica di Milano di conoscere quante volte Tavaroli era stato incaricato di prendere informazioni su De Santis ed altri soggetti.

– Il Presidente Casoria lo acquisisce agli atti del processo.

– Cipriani non ci sarà, ha dichiarato che si avvale della facoltà di non rispondere perché imputato nel processo Telecom. L’avv. Morescanti, difesa Fabiani, rinuncia a Cipriani e chiede di citare Tavaroli.

– L’avvocato Morescanti, difensore di Fabiani, chiede anche di poter depositare il verbale di interrogatorio di Tavaroli al momento dell’arresto, invece di chiamarlo come teste. La procura si oppone.

– Allora l’avvocato Morescanti chiede di chiamarlo come teste.

Avv. Morescanti: Perché Tavaroli dichiara che Nucini aveva raccontato alcune cose dalle quali erano scaturiti pedinamenti per alcuni soggetti, tra cui Fabiani. Io voglio chiedere la circostanza di quando è venuto a conoscenza che Nucini era stato chiamato per le stesse dichiarazioni dalla Boccassini, e che lui non confermò. Insomma è una questione un po’ particolare. Tavaroli dichiara che Nucini si era dichiarato disposto a dire tutti questi fatti in cambio di un posto di lavoro nella società Inter. Questo voglio chiedergli.

– L’avvocato Gallinelli si associa e si riporta al documento che ha consegnato

Presidente Casoria: Per oggi ha già citato Tavaroli?
Avv. Gallinelli: No.

– Il tribunale si ritira in camera di consiglio.

PM: Non c’è opposizione sul capitolo di prova, se non nel punto che Tavaroli fornisca informazioni sui comportamenti di Nucini.
Avv. Trofino: La difesa Moggi ha rinunciato a Tavaroli perché era citato già da altre difese, quindi l’interesse nostro c’è. I pedinamenti furono fatti per una ragione per la quale Tavaroli fu informato e questo vogliamo sapere da lui, quindi anche gli atteggiamenti di Nucini ne fanno parte. Insistiamo perché il teste venga sentito.

– Il tribunale autorizza la citazione di Tavaroli, che sarà obbligato a comparire altrimenti sarà condotto coattivamente.

– Non ci sarà nemmeno Ciro Venerato, in qualità di testimone (è anche imputato, ndr), perché è impegnato in Pescara-Piacenza come giornalista, e verrà sentito nella prossima udienza.

Matteo Fantozzi

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