Cinquant’anni fa moriva Clark Gable

50 ANNI SCOMPARSA CLARK GABLE – Sono passati cinquant’anni da quando il 16 novembre del 1960 un infarto si portò via Clark Gable, a due giorni dalla fine delle riprese de “Gli spostati” di John Huston. Sul faticosissimo e caldissimo set desertico, Gable non aveva voluto controfigure, sebbene non fosse più un ragazzino e nonostante la coprotagonista Marilyn Monroe lo costringesse spesso e lunghe attese prima di poter girare.

L’attore era in un momento molto felice della sua vita, sua moglie infatti aspettava un bambino, che fu chiamato John Clark Gabl, ma che lui purtroppo non conobbe mai. La morte di Clark Gable, definito il re di Hollywood, mise fine ad un’epoca del cinema americano: Gable fu l’ultimo esponente di una stagione cinematografica fatta di uomini tutti d’un pezzo: temerari e playboy; portata sul grande schermo da un gruppo di attori che segnarono profondamente la cinematografia degli anni Trenta e Quaranta e che scomparvero tutti tra il ’57 e il ’61: Tyrone Power, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Ronald Coleman ed Errol Flynn.

Ma il re di Hollywood aveva dovuto lottare duramente per raggiungere la celebrità. William Clark Gable nacque il 1º febbraio 1901 a Cadiz in Ohio, figlio unico. Il padre, William H.Gable, era un fattore e un operaio addetto ai pozzi petroliferi, la madre Adeline morì quando Clark aveva solo 7 mesi. Il piccolo Clark fu affidato per due anni ai nonni, fin quando il padre sposò Jennie Dunlap, che ebbe poi un’influenza decisiva nella formazione del futuro attore: da lei imparò la forza e la dolcezza e le fu sempre molto legato.

Compiuti i ventuno anni e con 300 dollari regalatigli dal nonno, ilo giovane Clark partì per Kansas City per unirsi ad una compagnia teatrale chiamata ‘The Jewell Players. La vita gli si prospettava tutta in salita, ma le donne che conobbe lo aiutarono molto a diventare un attore. Conobbe una giovane aspirante attrice, Franz Dorfler, che lo aiutò quando la sua compagnia fallì in Oregon, la donna lo portò a casa sua e lo presentò ai genitori. Rimase per molto tempo a Portland, fece vari lavori, anche presso un giornale, in una società telefonica, fin quando non ebbe una scrittura in un gruppo teatrale diretto dall’attrice e regista Josephine Dillon. Anche questa donna capì il talento di Clark, così lo aiutò nella tecnica della recitazione e insieme andarono ad Hollywood dove intanto si sposarono (lei aveva dodici anni più di lui) il 13 dicembre 1924. Fu Josephine ad insegnargli il portamento sulla scena, (il giovane Gable era pesante, goffo, non si sapeva muovere con destrezza), fino a farlo diventare un uomo elegante, disinvolto e capace di dominare la scena su tutti. Fu sempre Josephine a procurargli le prime parti nei film, dapprima come comparsa, poi come vero e proprio attore, nel primo film in “White Man” (1924).

Tornò al teatro per completare la sua formazione e si separò dalla moglie, per affidarsi a nuove donne che lo presero sotto la loro ala protettiva. Una nuova «protettrice» fu Jane Cowl che lo assunse come alabardiere in un adattamento di “Romeo e Giulietta”, poi fu la volta di Pauline Frederick che gli diede la parte del pubblico ministero in una nuova versione di “Madame X” e di un proprietario di un night-club in “Lucky Sam McCarven”. Fece altre parti in teatro, ma il vero debutto per il grande pubblico può essere considerato quello del 7 settembre 1928 a Broadway in “Machinal”, dove ottenne un forte consenso di critica e pubblico. Mentre si trovava in tournée in Texas incontrò la miliardaria divorziata Ria Langham, dell’alta società di Huston: Clark non disdegnò (nonostante la donna avesse 17 anni di più) e la seguì a New York. La Langham vide la commedia “The Last Mile” con Spencer Tracy e decise che quella parte doveva assolutamente essere per Gable, si dice che si adoperò molto pur di fargliela ottenere e alla fine il giovane attore emergente ottenne la parte nella tournée che si sarebbe svolta nella costa occidentale, ottenendo un successo travolgente.

La notorietà lo portò a essere scritturato da Minna Wallis, che oltre ad essere una delle più importanti agenti di cinema, era anche la sorella del potentissimo produttore Hal Wallis. Fece la parte di un antipatico giovane mascalzone in un western della Pathè “The Painted Desert” 1931. In seguito riuscì a convincere William A. Wellman ad assegnargli la parte di un perfido autista per la Warner Bros in “Angelo bianco” (Night Nurse), 1931. Questo film, in cui la sua partner era Barbara Stanwyck, gli diede lo slancio. Intanto la Wallis aveva ottenuto per Glable un favoloso contratto con la più importante casa di produzione del tempo: la Metro-Goldwyn-Mayer. Clark Gable si trovava in un momento particolare per il cinema: tutto era favorevole a lui, gli attori degli anni Venti erano ormai in declino, c’era voglia di cambiamento, il sonoro aveva fatto grandi passi e il pubblico forse aveva bisogno di nuove facce, di una nuova generazione di attori di cui Gable fu il primo in assoluto. Tutti poi in quegli anni cercarono di imitarne i modi, lo stile e l’eleganza.

L’anno della consacrazione è il 1931 con l’esordio alla Mgm in “The Easiest Way”, nei panni di un operaio in una lavanderia, ottenne grande successo e fu premiato con un altro film “The Secret Six”, un poliziesco con John Mack Brown. Il regista era George W.Hill, il quale stimava molto Brown per le sue doti da atleta e voleva incentrare tutto l’opera su di lui, ma la moglie e sceneggiatrice (la più pagata del tempo) scrisse le battute più importanti e le scene migliori a Glable, del quale aveva intuito il magnetismo e il forte fascino. L’operazione funzionò in pieno, la parte di Gable riuscì alla perfezione e lo rese ancora più rozzo, duro, ma soprattutto simpatico e il pubblicò iniziò ad amarlo.

Tra l’attore e la Mgm ci fu subito intesa, all’interno dello Studio fece delle amicizie importanti come quella con l’addetto alle pubbliche relazioni Howard Strickling e il regista Victor Fleming. In cambio della sua assoluta fedeltà la Mgm si accollò le spese per le protesi ai denti che servirono per modificargli definitivamente il volto e il costoso intervento alle orecchie a sventola per togliergli questo disturbo estetico. Dopo il divorzio da Josephine Dillon si sposò con la Langham (furono effettuate due volte le nozze, prima il 30 marzo 1930 a New York e poi in California il 19 giugno del 1931 a causa di un disguido legale). È questo il momento in cui Clark Gable ottiene il titolo di «Re di Hollywood»: i suoi film ottennero per diversi anni consecutivi record d’incassi da primo posto al box office, dal 1932 al 1943 e dal 1947 al 1949 e poi anche nel 1955. Nessuno mai ottenne un primato simile nella storia del cinema mondiale. La Mgm aveva l’asso nella manica per sbaragliare tutti e tutto, così gli affiancava nei film le donne più belle che aveva sotto contratto e si crearono le coppie più famose come Gable-Joan Crawford per otto film, con Mirna Loy sette film, con Jean Harlow sei film. Inoltre lo affiancarono Lana Turner per 4 film, Norman Shearer e Rosalind Russell in tre film, Costance Bennett e Helen Hayes in due film, non solo, apparve anche con Greta Garbo e Jeanette MacDonald. In tutta la sua carriera riuscì a stare accanto a tutte le dive della Metro-Goldwyn-Mayer eccetto Marie Dressler.

La fama di star la ottenne in ruoli di spessore come in “La tragedia del Bounty” (Mutiny on the Bounty), 1935, in “Suprema decisione” (Command Decision), 1948, come avventuriero e cercatore di piste in “Il cacciatore del Missouri” (Across the Wild Missouri), 1951. Il pubblico però lo identificava con l’avventuriero Rhett Butler di “Via col vento” del 1939 e in “Accadde una notte” del 1934. Quest’ultimo film gli fece vincere l’Oscar. L’attività cinematografica era sempre effervescente, mentre quella sentimentale vedeva alcune evoluzioni: nel 1939 dopo aver versato un assegno di ben 286.000 dollari del tempo a Ria Langham divorziò, e, prima che le riprese di “Via col vento” fossero finite, si sposò con l’attrice Carole Lombard il 29 marzo di quell’anno. Dopo tre anni di convivenza, Gable e la moglie comprarono un ranch a Encino e lì vi si stabilirono; erano molto felici, ma nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, Carol, mentre si trovava in Europa a raccogliere fondi per l’esercito americano dopo Pearl Harbour, morì durante rientro a Fort Wayne quando l’aereo su cui viaggiava si schiantò contro una montagna. Clark impazzì di dolore e si arruolò nell’esercito come la moglie gli aveva chiesto. Gable interruppe per lutto la lavorazione di “Incontro a Bataan” (Somewhere I’ll Find You), 1942,dopo un breve periodo ritornò sul set, finì il film e si arruolò nell’agosto del 1942. Fu assegnato alla scuola degli allievi ufficiali di Miami in Florida e nel 1943 s’imbarco per l’Europa con l’8° stormo. Appena sette mesi dopo fu premiato con la Distinguished Flying Croos e Air Medal per «le imprese eccezionalmente compiute nel corso di cinque missioni di bombardamento sulla Germania». Poco prima di essere congedato ebbe la nomina di maggiore.

Al suo ritorno sul set, la Mgm lo trovò cambiato nell’aspetto e nel carattere: prima il lutto della moglie, poi la guerra avevano cambiato anche lo stile recitativo e persino il suo pubblico che tanto lo amava se ne era accorto vedendolo in “Avventura” (Adventure) 1945, commedia noiosa e artificiale, accanto a Green Garson, ne “I trafficanti” (The Hucksters), 1947 con Deborah Kerr e Ava Gardner, un altro film piatto e banale che non lo metteva più in condizione di essere quel Gable che tutti lo volevano.

Con i film “Suprema decisione” (Command Decision), 1948, un cast tutto maschile in un ambiente di aviazione, e “Fate il vostro gioco” (Any Number Can Play), 1949, dove interpretava il proprietario di un casinò, Gable ebbe un ritorno di immagine notevole. Solo e senza più la presenza di una donna forte, decise di sposarsi per la quarta volta con Lady Sylvia Ashley, la vedova di Douglas Faibanks. I due si sposarono il 21 dicembre 1949, ma pare che Gable si pentì subito della scelta. Non ebbe il coraggio di divorziare e rimase con la Ashley fino al 1951, quando divorziò versandogli una ingente somma. Sempre nel 1951 ci fu un decisivo cambio della guardia alla Mgm, tolto il produttore Louis B.Mayer, prese il suo posto Dore Schary, che pose fine all’epoca dei divi a vita e il contratto di Gable, che nel 1954 scadeva, non fu più rinnovato.

Gli anni Cinquanta segnarono un declino per l’attore, ma il regista John Ford lo chiamò per “Mogambo” nel 1953, remake del film dello stesso regista del 1932. “Mogambo” ebbe un grande successo commerciale e Gable si ritrovò a fine contratto della Mgm a essere il più pagato a livello internazionale, a scegliere i suoi film e a prendere una percentuale persino sugli incassi. Le opere che seguirono non erano dei capolavori come quelli fatti sotto la Metro-Goldwyn-Mayer, ma gli assicuravano dei guadagni impressionanti. Così si sposò per la quinta volta con la bella Kay Spreckels, scelta dovuta forse alla forte somiglianza con Carol Lombard e fu nuovamente felice come un tempo. Interpretò sul finire degli anni Cinquanta alcuni film di successo commerciale come “Gli implacabili”, 1955, “La banda degli angeli” nel 1957, “Mare calmo” nel 1958, nei quali tornava la durezza del suo personaggio, ma anche la maturità e la classe di un uomo impeccabile. L’ultima sua grande interpretazione e la sua rivalutazione in campo professionale fu per opera del regista John Huston in “Gli spostati” (The Misfist), uscito nel 1961, nel quale Gable interpretava la parte di attempato cowboy che si guadagnava da vivere catturando cavalli selvaggi e che incontrava una bella divorziata (Marilyn Monroe). L’attore si appassionò tantissimo al soggetto, cercò di curarlo nel miglior modo possibile. Intanto le riprese si facevano sempre più difficili a causa delle condizioni climatiche caldissime. Finì il film, ma due giorni dopo fu stroncato da un infarto.

Valeria Bellagamba

Scena dal film di John Huston “Gli spostati”