Blitz nel cuore di Gomorra contro i casalesi: finisce la latitanza di ‘O ninno’

BLITZ NEL CUORE DI GOMORRA – La lunga latitanza di Antonio Iovine detto “‘o ninno” è terminata ieri dopo quattordici anni, nel cuore di Gomorra, a Casal di Principe. Il blitz è stato messo a segno dalla Squadra mobile di Napoli, dalla sezione Criminalità guidata dal vicequestore Andrea Curtale assieme ai colleghi di Caserta che seguivano da tempo le sue tracce. Il sanguinario boss si nascondeva nella quinta traversa di via Cavour  presso la famiglia di Marco Borrata, il 43enne incensurato arrestato per favoreggiamento.

Quarantasei anni, nativo di San Cipriano d’Aversa (Caserta), Iovine deve scontare la pena dell’ergastolo comminata nei suoi confronti in sede di appello al maxiprocesso Spartacus, nel giugno del 2008. Componente con Zagaria della diarchia che dalla latitanza ha diretto gli affari criminali del clan, Iovine è considerato il ‘boss manager’, la mente affaristica del sodalizio impegnato tra le altre attività anche nel business della spazzatura. A lui viene attribuita la capacità del clan di espandere i propri interessi ben oltre i confini campani. È Iovine, per gli inquirenti, a rappresentare per anni la camorra che fa affari e che ricicla i proventi delle attività illecite, droga e racket su tutte, nell’economia pulita e nel business del cemento fino a costruire l’impero di ‘Gomorra’, come testimoniato dai continui sequestri di beni disposti da parte della magistratura.

‘O ninno era il delfino e l’uomo più fidato del boss ‘Sandokan’ Schiavone, anch’egli in carcere: una serie incrociata di fidanzamenti testimonia i legami obelicali tra i due: la figlia di Antonio Iovine , Filomena (Milly) si è fidanzata con Ivanoe Schiavone, figlio di Sandokan; la figlia della sorella di Iovine, Filomena Fontana, si è unita con Paolo Schiavone, figlio di Cicciariello; la figlia di Rosanna De Novellis e di Carmine Iovine, anche lei Filomena (Filly) è infine stata fidanzata con Carmine Schiavone, un altro figlio di Sandokan.

Sandokan, Iovine e Zagaria (ancora latitante) sono i principali artefici dell’impero criminale messo in piedi dal clan dei Casalesi: appalti pubblici e speculazione hanno fatto guadagnare cifre da capogiro. Solo per i Regi Lagni sono stati spesi mille miliardi delle vecchie lire (arrivati dai fondi del terremoto). Con tanti soldi l’orizzonte si è allargato alla Spagna, alla Francia e poi all’est Europeo dove prima in Cechia e Slovacchia, poi in Romania, Bulgaria, Romania. Qui i casalesi hanno riciclato masse ingenti di denaro. Hanno tanti soldi le organizzazioni di Iovine e Zagaria da non costituire un problema se qualcuno chiedeva loro 20 milioni di euro per comprare la Lazio. Senza contare i profitti derivanti dal traffico internazionale di stupefacenti, campo in cui i casertani avevavo una via preferenziale con il Sud America.

‘O ninno, insieme a Sandokan Schiavone, è tra i protagonisti in negativo del libro di Saviano ‘Gomorra’. Lo scrittore, al centro di una polemica contro il ministro Maroni, si è detto più che felice per il blitz messo a segno dalle forze dell’ordine: “Aspettavo questo giorno da quattordici anni. L’arresto di Antonio Iovine , rappresenta un passo fondamentale nel contrasto alla criminalità organizzata. Iovine è un boss imprenditore, in grado di gestire centinaia di milioni di euro. Ora – continua Saviano – spero che si possa fare pulizia a 360 gradi. Come dimostrato dalla relazione della Dia di oggi, bisogna aggredire il cuore dell’economia criminale, la Lombardia, dove le mafie fanno affari e influenzano la vita economica, sociale e politica”.

Luigi Ciamburro