LELLA COSTA PROTAGONISTA DELL’OPERA “AMLETO” – In scena al Teatro Carcano di Milano due spettacoli con un ottimo riscontro di pubblico e critica nelle passate stagioni. Lella Costa presenta “Amleto” (dal 23 al 28 novembre) e “Ragazze” (dal 30 novembre al 5 dicembre). “Porto le fragilità e anche i drammi familiari che sono tornati di attualità”, spiega a Tgcom l’attrice che dice la sua sui tagli dello spettacolo: “I fondi assegnati nel 2008 non sono ancora stati distribuiti”.

“Rispetto allo scorso anno non ho fatto importanti modifiche al monologo di Ragazze-nelle lande scoperchiate del fuori – continua Lella Costa – solo una frase quando parlo della mancanza di solidarietà ho specificato ‘da Caino a Tulliani’. Ma l’attualità oggi cambia a velocità assurde e pazzesche e onestamente non ne possiamo più delle cose piccine. Si parla di ragazze, di donne nella contemporaneità, delle complicità femminili e anche maschili. Tratto questi argomenti alla lontana da un racconto di Italo Calvino sul mito di Euridice”.

“Invece di Amleto mi ha sempre colpito la strabiliante modernità – spiega l’attrice -. Il primo ero non vincente che si pone il problema dell’interiorità dopo il grave lutto del padre per poi scoprire la verità terribile. Ma nonostante quella verità non reagisce come dovrebbe ed ecco che si pone il problema della sua interiorità e farsi delle domande, a cui non sempre riesce a dare delle risposte. E’ la spia di quello che stiamo vivendo oggi, un mondo di fragilità, ineluttabilità e anche di tragedie familiari. Purtroppo queste ultime sono di strettissima attualità e – anche se la vicenda di Amleto è diversa per certi aspetti – lo spettacolo mostra come i meccanismi familiari talvolta abbiano dei modelli mortali”.

Infine un pensiero sullo sciopero delle maestranze e degli attori per i tagli della cultura: “Io ne posso parlare con assoluta tranquillità dal momento che la mia piccola compagnia non ha mai avuto sovvenzionamenti statali. E’ indubbio che alcune produzioni abbiano bisogno dei soldi dello Stato. E ‘pur vero che questi fondi devono essere distribuiti in modo equo ed oculato e non perché si è amico o parente di quello e l’altro potente di turno. Dobbiamo far fruttare la nostra meravigliosa macchina della cultura, tra le più belle del mondo. Può essere fonte di grande ricchezza. In Francia e in Germania fanno di tutto per valorizzare il patrimonio artistico e in Italia invece c’è da vergognarsi. Ma la cosa che mi fa più ridere è che i contributi assegnati nel 2008 ancora non sono giunti a destinazione. Insomma si sciopera per il futuro quando ancora dal passato non è arrivato nulla”.

Fonte:tgcom