Musei e archivi di impresa nell’era di Internet

CULTURA: OPPORTUNITÀ PER LE AZIENDE ITALIANE – Si è parlato di musei e archivi d’impresa nell’era di internet, questa mattina, in occasione del convegno annuale che l’associazione Civita ha organizzato in memoria di Gianfranco Imperatori. Un tema che, hanno concordato i partecipanti, sicuramente avrebbe appassionato il banchiere, che, ha ricordato il presidente di Civita Antonio Maccanico, «ha sempre visto la cultura come un detonatore dello sviluppo economico». Niente di commemorativo ha però avuto l’incontro di Civita. Lo stesso presidente della Commissione cultura di Confindustria, Alessandro Laterza, ha definito Imperatori «un modello al quale guardare, in particolare riguardo allo spirito pragmatico con cui guardava la cultura». Entrando poi nel focus della conferenza Laterza ha ricordato come «le previsioni dell’arrivo di una new economy che avesse reso meno impegnativo il lavoro umano, siano state ampiamente disattese dai fatti». Le nuove tecnologie, ha invece spiegato l’imprenditore, «rappresentano per noi una nuova sfida che necessita di grande impegno e di nuove professionalità». Il nostro Paese, ha affermato Laterza, «che da tempo detiene una grande tradizione archivistica, per rispondere alla sfida del digitale deve trovare nuove risorse e progettualità». Le speranze dell’imprenditore però, almeno per ora, sembrano incontrarsi sul progetto di un portale digitale dei musei e degli archivi d’impresa, promosso dalla Direzione generale per gli Archivi del ministero per i Beni e le attività culturali. «Un progetto -ha affermato Laterza- che rappresenta uno sforzo non solo per la creazione di un luogo che faciliti la ricerca di particolari siti, ma anche di uno strumento divulgativo che, attraverso un lavoro di elaborazione e selezione sappia rivolgersi anche al mondo della scuola».

Un’iniziativa che potrebbe da subito valorizzare il progetto del portale, secondo l’industriale, «è sicuramente il 150mo anniversario dell’unità d’Italia. Si potrebbe cogliere l’opportunità di vedere la riunificazione non come un evento ma come un processo ancora in atto, che si è sviluppato anche attraverso lo sviluppo industriale e infrastrutturale». A rispondere alle richieste di Laterza ci ha pensato il direttore generale degli archivi del ministero ai Beni culturali, Luciano Scala. Il quale, dopo aver annunciato l’avviamento del portale per il 17 marzo del 2011, proprio in occasione dell’anniversario, ha anche spiegato un’iniziativa di ricerca, anche in riferimento alle tematiche richiamate dall’industriale, che sarà condotta dall’Università Bocconi di Milano. Rimane comunque un tema, quello della cultura legata all’impresa, di profonda attualità, soprattutto in occasione di una periodo in cui il finanziamento pubblico trova sempre nuovi problemi a causa della situazione economica. A dimostrazione di ciò, ha affermato il segretario generale dell’associazione civica Albino Ruberti, «sta il fatto che, secondo una ricerca che ha coinvolto 1500 imprese, il 48% delle aziende italiane investe in cultura, mentre, pur non esistendo dati precisi, l’ammontare della partecipazione dei privati nelle attività culturali secondo le ultime stime si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro». Anche se, ha aggiunto Ruberti, «il contributo dato dai privati alla cultura, dovrebbe superare il sistema delle sponsorizzazioni per arrivare nuove forme di interazione».

«Una delle strade da seguire -secondo Ruberti- sarebbe proprio il mettere in rete il patrimonio culturale delle imprese». Un Patrimonio, ha sottolineato il vicepresidente di Museimpresa, Marco Montemaggi, « interamente finanziato dalle aziende e che, come è accaduto per il museo della Ducati di Borgo Panigale, è già stato in grado di trasformare luoghi anonimi in mete turistiche». Le potenzialità del web però, ha insistito il rappresentate di Museimpresa, «darebbe la possibilità a tante di queste realtà di fare circuito tra loro, proponendo ai propri clienti una serie di itinerari dedicati alla storia delle eccellenze del made in Italy». «Proporre al pubblico la propria storia inoltre -ha ricordato la responsabile alle attività culturali dell’Eni Lucia Nardi- rappresenta un un importante strumento per un’impresa per rinforzare la propria immagine.» Per non parlare poi, ha concluso Montemaggi, «del rapporto identitario che un marchio, attraverso operazioni del genere, potrebbe instaurare con il territorio che da anni ospita i suoi stabilimenti».

Fonte: Adnkronos