Carfagna ritira le dimissioni da ministra: “Ascoltata la mia protesta, segnali positivi dal Pdl”

MINISTRO CARFAGNA RITIRA LE DIMISSIONI – Gongola soddisfatta, a sera, la ministra Mara Carfagna. Giornata convulsa la sua, ricca di appuntamenti politici e di emozioni, ma anche di tante soddisfazioni. Al punto che, lasciando il ministero delle Pari Opportunità, il ministro Giovanna d’Arco che combatte la sua crociata per la «trasparenza e la legalità» dentro e fuori il suo partito, il Pdl, ha confidato a una sua collaboratrice: «Il decreto legge che affida i poteri commissariali per la costruzione dei termovalorizzatori al presidente della Regione, i segnali che arrivano e che ho raccolto nei colloqui che ho avuto tutto il giorno, mi fanno essere ottimista. Sì, posso anche rimettere in discussione la mia decisione, posso anche non dimettermi da ministro e da parlamentare. Confido nel processo virtuoso che si è attivato».

Eh sì, davvero Mara Carfagna, per chi l’ha incontrata ieri, era soddisfatta: «Quando dicevo quello che pensavo nel chiuso delle stanze delle riunioni, nessuno mi dava ascolto. Adesso invece…».

Le altre ministre solidali, dalla Gelmini alla Prestigiacomo, persino i triumviri Denis Verdini e Ignazio La Russa hanno ascoltato le sue rivendicazioni. Sembrerà incomprensibile, ma quello che chiedeva Mara Carfagna non era la testa di Nicola Cosentino il Casalese – il coordinatore regionale del Pdl sul quale pende una richiesta di custodia cautelare per collusione con la camorra, sospesa perché parlamentare – servita su un piatto d’argento in poche ore. Voleva, la ministra, che il gruppo affaristico e in odore di camorra che governa il partito in Campania non avesse carta bianca sugli inceneritori che si devono costruire.

Lei si è limitata ad alzare la voce, ad annunciare la sua uscita di scena per ottenere un segnale preciso. E infatti il decreto, «che era entrato in Consiglio dei ministri nominando commissari i presidenti delle Province», alla fine è stato approvato mettendo all’angolo i presidenti delle Province.

E’ stata questa la «impuntatura» di Mara Carfagna, il ministro che non dispiace neppure all’opposizione. Chi l’ha incontrata in queste ore, sussurra che la ministra è rimasta molto amareggiata per le accuse (volgari), per quelle smorfie che sottintendono retroscena molto privati. Invidie, null’altro.

Sembra una saggia cinese, Mara la salernitana. Un passo alla volta. La vicenda della crisi dei rifiuti, degli inceneritori che dovranno essere costruiti diventa così un primo banco di prova di quella offensiva politica che punta alla «trasparenza e legalità» anche dentro il partito. Ma quella sarà la campagna d’inverno di Mara Carfagna. A maggior ragione se la prospettiva sarà quella di un’aspra campagna elettorale, se si dovesse andare al voto.

Vuole giocare d’anticipo la ministra. Sa bene che se si andasse ai congressi provinciali in questo clima, Nicola Cosentino otterrebbe percentuali bulgare. E, dunque, sta valutando concretamente se e quale «agibilità politica» le sarebbe garantita, se decidesse di condurre una battaglia alla luce del sole dentro il Pdl.

Il «caso» Carfagna nasce a Salerno, innanzitutto. E’ qui che si consuma il primo strappo tra Mara Carfagna e il partito. Sarebbe miope non riconoscere che il rapporto d’amicizia tra la ministra e Italo Bocchino andava ben oltre la stima reciproca personale. Insieme hanno condotto una battaglia interna per la legalità e la trasparenza contro la gestione del Pdl dei Casalesi. E oggi che Bocchino è impegnato nella nuova avventura politica di Fli è chiaro che la posizione di Mara Carfagna si è indebolita, esposta agli attacchi del gruppo dirigente del partito.

Alle ultime provinciali di Salerno vince Edmondo Cirielli, ex An, che era il suo candidato. Mara Carfagna ha provato sulla sua pelle il «tradimento» di Cirielli. Che una volta eletto ha fatto fuori gli esponenti di Forza italia. Ma questa è un’altra storia, quello che conta, ha ripetuto ai suoi interlocutori, anche a Gianfranco Micciché, il fondatore di «Forza del Sud» incontrato ieri, «è che la battaglia per cambiare il decreto sull’emergenza rifiuti è molto più importante del partito». E quella battaglia, Mara Carfagna spera di averla vinta. Adesso dovrà vincere la guerra del rinnovamento del Pdl della Campania.

Fonte: LaStampa