Al via il MEI di Faenza: tre giorni di musica ed editoria indipendente

MEI FAENZA – Dal 26 al 28 novembre, con tre giorni di fiera accompagnati da numerosi eventi collaterali, si terrà ancora a Faenza il MEI – Meeting degli indipendenti – in origine Meeting delle Etichette (discografiche) Indipendenti, dal 2009 aperto anche all’editoria. Giunto alla sua quattordicesima edizione, il MEI ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni, registrando fino a 30.000 presenze e più di 300 espositori.

Al suo interno saranno tantissimi i live di musicisti affermati al fianco degli emergenti, e tanti anche gli artisti che riceveranno premi e riconoscimenti. Fra loro si annoverano i Litfiba, Renzo Arbore, la produttrice Mara Maionchi e poi due premi extra musicali (ma neanche poi troppo) al film “Basilicata coast to coast” e a Serena Dandini, per il suo programma “Parla con me”. La novità di quest’anno è che a inaugurare la festa della musica indipendente italiana sarà giovedì 25 – un giorno prima del consueto – un omaggio a Fred Buscaglione per i cinquant’anni dalla sua scomparsa (Teatro Sarti, ore 21)
mpre una delle icone della scena indipendente italiana. Un artista assolutamente trasgressivo in un’epoca, gli
Sul perché di questa scelta non ha dubbi Giordano Sangiorgi, padre e direttore artistico del Meeting delle Etichette Indipendenti: “Buscaglione – spiega – è ritenuto da sempre una delle icone della scena indipendente italiana. Un artista assolutamente trasgressivo in un’epoca, gli anni ’50, nella quale si cantava solo un certo tipo di canzoni. Lui fu invece il primo a rinnovare il modello musicale italiano nelle musiche, nei testi e soprattutto facendo circuitare la musica nei circuiti alternativi dell’epoca, che erano i night club”. Che oggi la scena indipendente non sia più una nicchia isolata dal mainstream musicale lo dimostrano i tanti artisti che dal MEI sono passati prima di diventare i nuovi protagonisti della musica italiana. Un merito che per Sangiorgi va prima di tutto ascritto a una sempre maggiore qualità della musica indipendente: “Ritengo che il MEI abbia inciso sul panorama indipendente per ciò che riguarda la valorizzazione di questa scena. Poi la scena è cresciuta soprattutto grazie alle sue proposte di qualità, che in molti casi sono arrivate a sfondare il muro della nicchia per diventare proposte di massa. I gruppi emergenti delle prime edizioni del MEI – ricorda Sangiorgi con un certo orgoglio – si chiamavano Afterhours, Subsonica e negli anni a seguire Baustelle, Negramaro e Caparezza“.

Una scena che si esprime sempre meno attraverso i dischi e sempre più attraverso live e videoclip, come conferma lo stesso Sangiorgi: “Abbiamo avuto un aumento esponenziale di proposte di musica dal vivo e videoclip, tant’è che il MEI è oggi di fatto la vetrina del live italiano con più di quattrocento artisti. La stessa cosa si può dire per il videclip, con altrettanti quattrocento artisti che partecipano a questa edizione del PIVI (Premio Italiano del Videclip Indipendente), e che hanno spedito per posta il proprio video: un dato che nell’era di internet assume ancora più valore”. E a chi storce il naso sulla presenza sempre più frequente nel tempio della musica indipendente di artisti del mainstream, come è accaduto negli anni scorsi e come accadrà quest’anno con i Litfiba, che riceveranno il premio per il miglior tour, Sangiorgi risponde ripassando un po’ di storia musicale italiana: “I Litfiba sono i veri pionieri del rock indipendente dei primi anni Ottanta, insieme agli Skiantos, gli Area, i Negazione, i Denovo e molti altri. Premiarli oggi significa da un lato riconoscere il grande successo del loro ritorno, con i sold out in tutti i palazzetti, ma anche e soprattutto premiare la vera storia della musica italiana degli anni Ottanta, che non è quella che ci viene raccontata in televisione”.

Cresce anche quest’anno, con l’istituzione del PIMPI (Premio Italiano Musica Popolare Indipendente) l’attenzione che il MEI rivolge alla musica popolare e in dialetto. Il perché lo spiega Sangiorgi: “Riteniamo che sia il migliore caso di musica autoprodotta e territoriale, legata alle identità locali che la globalizzazione e l’omologazione vuole cancellare. E sono le musiche che hanno i maggiori numeri di risposta all’estero. Ci sono tantissimi artisti poco noti in Italia che all’estero fanno numeri altissimi. Uno fra tutti sono i Nidi D’Arac, che avremo ospiti quest’anno, e che suonano tutto l’anno oltre confine, con diecimila copie del loro ultimo album vendute in tutta Europa“.

Il sito del MEI: www.meiweb.it

Fonte: PopOn.it