Repubblica: Omicidio Sarah Scazzi, magistrati ordinano sequestro di video e audio degli interrogatori mandati in tv

OMICIDIO SARAH SCAZZI – «Papà, ti aiuto?». «No, vattene faccio tutto da solo». Sono le battute che Michele Misseri e sua figlia Sabrina si scambiarono davanti al cadavere di Sarah. Le ha raccontate lo stesso zio Michele nell´incidente probatorio di venerdì scorso. Le prime indiscrezioni su quella deposizione filtrano nel giorno in cui la procura interviene a colpi di sequestro per bloccare l´horror show che si è scatenato sulla morte di Sarah Scazzi. I magistrati hanno ordinato di sequestrare i video e gli audio degli interrogatori mandati in onda a ripetizione. Nel decreto, firmato dai pm Pietro Argentino e Maurizio Carbone, si ipotizza il reato di pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale.

Si arricchisce di nuovi capitoli, quindi, l´inchiesta sulla tragedia della quindicenne di Avetrana. Le indagini non segnano il passo e anzi sembrano rigenerarsi proprio dalle ultime ammissioni di Michele Misseri. Davanti a giudici e avvocati, Misseri ha scaricato sulla figlia la responsabilità del delitto. Ma sulla sua ultima verità gravano ombre. Per questo il fiume delle indagini non si ferma. I riflettori sono accesi su Cosima, moglie e madre dei due indagati in carcere per l´omicidio di Sarah.

Gli inquirenti hanno la certezza che mente quando racconta i suoi spostamenti in quel fatidico 26 agosto. La matriarca di casa Misseri ha sempre detto di aver trascorso la mattina nei campi, lontano da Avetrana. La smentisce un funzionario di banca che ricorda bene che Cosima era in paese quella mattina. Poco dopo mezzogiorno incrociò lo sguardo di quel bancario allo sportello, dove si era recato per effettuare un versamento di 4.000 euro. Cosima non dice la verità, quindi. E gli investigatori si chiedono il perché di quella bugia. Ne hanno chiesto conto in più di un interrogatorio. Lei si è trincerata dietro una diga di non ricordo. L´audio dei suoi accesi confronti con i pm sono stati trasmessi da più di un programma.

Quelle registrazioni fanno parte dei documenti che la procura ha sequestrato. Su ordine dei pm, infatti, i carabinieri hanno cominciato a rastrellare in tutta Italia video, audio di interrogatori e verbali finiti in tv e sui siti internet. A scatenare l´iniziativa il filmato trasmesso la scorsa settimana dalla trasmissione “Quarto grado”. In onda erano finite le immagini del sopralluogo nel garage degli orrori con tanto di racconto di zio Michele. In più, quelle sequenze erano state riprese nei giorni successivi da altri programmi e dai tg. Secondo i magistrati si è andati ben oltre il diritto di cronaca.[…]

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