Repubblica: Sabrina Misseri chiese al padre Michele: “Hai nascosto Sarah in un posto sicuro?”

OMICIDIO SARAH SCAZZI – Sabrina che prima chiama alle 14,55 il padre e gli chiede: «Tutto apposto?». E poi due giorni dopo l´omicidio si preoccupa: «Papà, Sarah è nascosta in un posto sicuro?». Michele invece si tormentava: «Mangiavo e vomitavo, non ce la facevo più a tenermi tutto dentro». Il gip Martino Rosati che tende a chiarire i luoghi: «Signor Misseri, qui non è un gioco a quiz per cui la risposta deve essere immediata». È stato depositato ieri il verbale dell´incidente probatorio del 19 novembre scorso nel quale Michele Misseri ha confermato la sua versione dei fatti: è stata Sabrina ad ammazzare Sarah. Mentre lui si è occupato soltanto dell´occultamento. Le molestie sul cadavere e la violenza erano un´invenzione. Ieri intanto, l´avvocato di Michele Misseri, Daniele Galoppa, ha raccontato che il suo assistito ha avuto l´autorizzazione per occuparsi dell´orto del carcere. Mentre i legali di Sabrina hanno prima ipotizzato che l´omicidio possa essere stato compiuto in un secondo posto («vicino al pozzo» dice Vito Russo) e addirittura che il cadavere possa non essere quello di Sarah («non abbiamo ancora l´esito del Dna» sostiene la Velletri), circostanza questa però smentita nettamente dai Ris.

Ecco, alcuni stralci dell´interrogatorio.

Misseri: «Ho visto che c´era Sarah per terra. Ho detto a Sabrina: “Ma cosa hai fatto?” (ndr, piange). Lei mi ha detto che stava giocando (…) Mi pare che io ho detto: “Ma perché lo hai fatto?” E lei ha detto: “Veramente stava dando nu picca di fastidio”. Ho detto io: “Va bè, c´è bisogno che ammazzi la bambina?”. E lei: “Però è scivolata, non la volevo, è scivolata e siccome che è scivolata così, indietro, è caduta per terra”. (…) Io ho detto: “Mo´ me la carico io la responsabilità però tu sparisci di qua”. (…). Ho messo la mano sulla fronte di Sarah, piano piano, le ho tolto la cinta e poi l´ho alzata così e ho messo un dito sugli occhi così e ho visto che gli occhi non si muovevano. Poi ho preso il braccio e il braccio è caduto da solo a terra. Perché quando ho visto era semifreddo, cioè non era più…”.

Misseri smentisce le molestie su Sarah e la violenza sul cadavere. «L´ho detto per credermi meglio che sono stato io (…) Sarah era come una figlia per noi, non potevo… (ndr, Misseri piange) Come pure mia figlia che pure io gli voglio bene a lei, non lo avrei mai fatto (…) Io voglio bene a Sabrina. Però non è che posso stare io manco con la sua colpa, perché ognuno deve pagare le sue pene».

Misseri racconta anche che la figlia in un paio di occasioni dopo l´omicidio, le ha chiesto dove fosse Sarah. «Ha detto: “Papà ma sta in un posto sicuro?”. Io non l´ho detto che “sta in un pozzo”. Io ho detto: “Là sicuramente che non la trova nessuno. Solo io la posso trovare”».

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