1° dicembre 1970: quarant’anni fa veniva approvata in Italia la legge sul divorzio

QUARANT’ANNI DI LEGGE SUL DIVORZIO – In una seduta parlamentare di oltre 18 ore, nella notte tra il 30 novembre e il 1 dicembre 1970, passa la legge 898 che «disciplina i casi di scioglimento del vincolo matrimoniale», ovviamente solo nei suoi effetti civili. Di qui l’istituzione di un comitato per un Referendum che si terrà il 12 e 13 maggio 1974. Si presenta alle urne l’87% degli aventi diritto al voto, che confermerà la decisione parlamentare del 1 dicembre 1970 a favore del divorzio, con il 59,30% dei «no» all’abrogazione della legge 898.

In occasione del 40°anniversario dell’approvazione parlamentare della legge «del divorzio», Rai Storia, il canale di Rai Educational in onda domani alle 9.00 e 17.00 su Digitale Terrestre e TivùSat, trasmette lo speciale di Res «1 dicembre 1970-Il divorzio è legge». Nello speciale, i principali passaggi della storia della «legge del divorzio» a cominciare dal primo disegno di legge del 1878, saranno raccontati attraverso filmati tratti dal repertorio Rai: è del novembre 1966, la prima Tribuna Politica sul delicato tema del divorzio. Anche Padre Mariano parla dei possibili rimedi per salvare i matrimoni dal divorzio. E poi «TV7», con tre servizi speciali in onda nel 1969; tra questi «Il divorzio: il passato e futuro», a firma di Emilio Fede, trasmesso il 18 aprile ’69, con un approfondimento sulla legislazione straniera, sui possibili scenari futuri delle famiglie italiane. Chiude lo Speciale l’Angelus del 6 dicembre 1970 dove Papa Paolo VI si rammarica dell’approvazione della legge del divorzio in Italia.

L’Osservatore romano di oggi, invece, rievoca l’impegno di Paolo Vi contro la legge sul divorzio, approvata il primo dicembre del 1970 e successivamente confermata attraverso una consultazione referendaria del 1974: «All’alba del 1° dicembre del 1970 – scrive l’Osservatore – al termine di una tra le più lunghe sedute nella storia del Parlamento italiano, il presidente della Camera dei deputati, il socialista Sandro Pertini, annunciò l’approvazione definitiva della contrastata proposta di legge Fortuna-Baslini che prevedeva l’introduzione dell’istituto del divorzio». «Il Papa – rileva il giornale vaticano – confidava in una presa di posizione più energica e più impegnativa da parte di tutta la stampa cattolica, il cui apporto sarebbe stato indispensabile, ‘per agire con successo in un mondo così restìo a comprendere il valore anche soltanto naturale e sociale, oltre che religioso’ del matrimonio e della famiglia. Queste ansie, che Paolo VI lasciava trapelare all’inizio del 1968, ebbero primaria influenza pure nell’indurre il Papa ad accelerare la nascita, nel dicembre di quello stesso anno, del quotidiano cattolico nazionale ‘Avvenire’».

«Già all’inizio del 1967 – racconta l’Osservatore – il Papa espresse pubblicamente ‘sorpresa e dispiacere’ nei confronti del Parlamento che aveva dichiarato il divorzio compatibile con le norme costituzionali italiane e, negli stessi giorni, L’Osservatore Romano denunciava il grave vulnus inferto al Concordato dalla proposta di legge che si avviava a riprendere l’iter parlamentare». «Fu allora – prosegue il testo – che in ambienti cattolici si iniziò a prospettare l’eventualità di un referendum, anche tra personalità molto vicine a Montini: come monsignor Franco Costa, assistente generale dell’Azione Cattolica dal1964 per volontà di Paolo VI, il quale aveva frequenti contatti con gli esponenti politici democristiani e svolgeva un ruolo non ufficiale di intermediario tra la Santa Sede e la Democrazia cristiana».

Fonte: Adnkronos