Vieni Via con Me, ultima puntata con Dario Fo e Piero Grasso. Saviano ricorda le vittime dell’Aquila e suoi studenti

UTLIMA PUNTATA DI VIENI VIA CON ME – Imparare a sognare un mondo con più umanità, dipinto con gli occhi di chi ogni giorno arranca per sopravvivere o di chi tutti i giorni si dedica agli altri o mette la propria persona in prima linea per denunciare le ingiustizie.
La testimonianza di Don Luigi Ciotti, di Piero Grasso, di Natalia Estrada e di un insegnante: dalla realtà della corruzione dei colletti bianchi a quella dei bambini che vivono nelle fogne di Bucarest.
Nello sfondo, migliaia di persone s’impegnano a difendere e a ridare dignità a coloro ai quali è stata tolta. La dignità di una morte e del suo ricordo: quella di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Il diritto dell’informazione: quella di Milena Gabanelli sulla quale pendono oltre 235milioni di euro di denunce. La dignità di un sorriso: quello dei bambini vittime delle guerre, come in Afghanistan.  Il diritto allo studio: in una scuola uguale per tutti.
Rimbombano i nomi dei ragazzi rimasti imprigionati sotto le macerie dopo il crollo della casa degli studenti a L’Aquila… ragazzi che hanno ottenuto per merito una stanza e una borsa di studio per potere realizzare un sogno d’apprendimento. Ed è con grande enfasi che Roberto Saviano dedica l’apertura dell’ultima puntata del programma televisivo “Vieni via con me”, con 37 secondi di silenzio, alle vittime del terremoto che ha colpito l’Abruzzo.
Il riportare alla memoria questa vicenda e sottolineare quanto la realtà del campus universitario dell’Aquila abbia portato alla rifioritura economica del capoluogo, si ricollega indirettamente alla realtà degli studenti che stanno protestando in questo momento contro la riforma della Gelmini. Modelli di sviluppo fondati sulla cultura che vengono denigrati: “Voglio ricordare gli studenti che stanno occupando i monumenti del patrimonio italiano con l’obiettivo di svegliare il paese da dieci anni di torpore”, afferma Saviano. Azioni che sottolineano quanto sia necessario “investire nella cultura”. E ciò, commenta Saviano “comunica un messaggio, quello dell’Italia che vogliamo e che tentiamo di ridisegnare e che riparte da quei luoghi. Vogliamo che l’Italia possa ripartire da lì, dai tesori del nostro paese. Un grande tesoro italiano, come la Costituzione”. E proprio parlando della Costituzione Saviano cita Pietro Calamandrei il quale una volta, discutendo con degli studenti, disse che “nella Costituzione bisogna metterci dentro il combustibile, lo spirito, la volontà di mantenere le promesse”. “La rivolta negli atenei – afferma Saviano – sta difendendo la Costituzione, l’articolo 34, il diritto allo studio per tutti”. Un messaggio di solidarietà ai ragazzi che tentano di mostrare al paese il valore della cultura.
A dare sostegno ai due conduttori l’intervento prestigioso del Premio Nobel Dario Fo e del Procuratore Antimafia Piero Grasso, ma anche la partecipazione di grandi interpreti come Francesco De Gregori, Paolo Rossi, Elio e Le Storie Tese Daniele Silvestri, che hanno raccontato a modo loro il momento storico e di crisi che sta attraversando il Paese Italia.
Sulle note di Paolo Conte, Fazio e Saviano hanno salutato il pubblico, con il loro solito “botta e risposta” che ha connotato tutte le puntate.
Resta quel po’ d’amarezza, pensando che sia stata l’ultima puntata anche perché la differenza tra un buon programma e un cattivo programma risiede nel fatto che un cattivo programma non aiuta alla riflessione, offrendo modelli sbagliati fondati sull’ignoranza; un buon programma – come in questo caso “Vieni via con me” – riesce con discrezione e semplicità a diffondere messaggi. Un programma che, stimolando la materia grigia, è altrettanto semplice ma concretamente costruttivo per un’analisi oggettiva di ciò e di chi ci circonda, risvegliando non solo il pensiero ma anche il cuore delle persone.

C.D