Repubblica: File segreti WikiLeaks contro Berlusconi: Letta e Cantoni negano ogni dichiarazione

WIKILEAKS CONTRO BERLUSCONI – La tempesta WikiLeaks insegue Silvio Berlusconi. Tra il gelo di Astana – capitale del Kazakistan dove ha partecipato al vertice Osce – e la pioggia torrenziale di Soci – sul Mar Nero russo – il premier è costretto a difendersi dalla nuova valanga di rivelazioni del sito di Assange. E così assicura che «gli Usa sanno benissimo che non ci sono interessi personali e che curo soltanto quelli degli italiani e del mio Paese». Atteggiamento che, nonostante le aspre critiche della diplomazia Usa, per il premier «non ha mai fatto venire meno i solidi rapporti con Washington». Eppure è intorno ai cable che lo riguardano che ruota la giornata di Berlusconi. Tanto che oggi al vertice italo-russo in programma a Kransya Polyan, sulle montagne alle spalle di Soci, a sorpresa arriverà anche il premier russo Vladimir Putin.

A Roma, intanto, Gianni Letta smentisce di aver mai descritto un Berlusconi fisicamente debilitato dalle troppe feste. «È vero il contrario» afferma a metà pomeriggio aggiungendo che nei documenti del sito «il mio nome non compare. Di fronte alle voci e alle insinuazioni che volevano un Berlusconi depresso e senza energia – continua la nota del sottosegretario – ho smentito in ogni sede, pubblica e riservata, e affermato la verità. E cioè che il premier era ed è in piena forma e ha sempre affrontato ogni situazione con grinta».[…]

«Non ho mai parlato con quei signori della diplomazia americana della salute del premier, dei suoi festini o delle sue abitudini sessuali. Non ho mai saputo da Berlusconi del caso Marrazzo. E non ho mai riferito ad ambasciatori di presunte trappole orchestrate dai servizi segreti». Giampiero Cantoni, per diversi anni presidente della Bnl, condannato in seguito per corruzione e bancarotta (ha patteggiato) e oggi senatore pdl e presidente della commissione Difesa, smentisce di essere la “talpa” dei dispacci segreti spediti alla Casa Bianca dall´ambasciata Usa a Roma. E resi pubblici da WikiLeaks.

Senatore, come si spiega allora che il suo nome (e anche quello di Gianni Letta), compaia nei cablo diplomatici?

«Forse perché io e Letta siamo storicamente vicini al presidente del Consiglio».

Fare i vostri nomi serviva dunque a dare maggiore credibilità alle notizie contenute in quei rapporti riservati?

«Io credo che questa sia l´unica spiegazione possibile: hanno preso un nome di uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi per dare valore a ciò che valore non ha. Ci sono alcuni fatti riportati che sono delle totali falsità».

Quali?

«Io, ad esempio, avrei saputo al telefono dal premier con 4 giorni di anticipo che erano stati arrestati 4 carabinieri accusati di ricattare Marrazzo: non è vero, Berlusconi non si interessa di queste cose».

E i riferimenti alla stanchezza del Cavaliere dovuta a un eccesso di “festini”, oppure alla trappola dei servizi segreti sui suoi rapporti con le minorenni?

«Smentisco di aver mai detto qualcosa al riguardo, non ho alcun titolo per parlare della salute e della vita privata del premier, né tantomeno di temi così delicati come quelli dell´intelligence».

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