Repubblica: Terzo polo sfiducia la maggioranza, Fini e Casini chiedono dimissioni di Berlusconi per un governo-bis

TERZO POLO SFIDUCIA MAGGIORANZA – Un incontro fiume alla presidenza della Camera e poi il via libera a quello che potrebbe essere il colpo del ko per il governo Berlusconi: una mozione di sfiducia firmata da Udc, Api, Libdem, Mpa e Futuro e libertà. Questa la decisione presa alla fine del vertice ai piani alti di Montecitorio dai leader Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, Gianfranco Fini e Raffaele Lombardo. «Sono degli irresponsabili», dice da Soci il premier Silvio Berlusconi, che vede allontanarsi l´obiettivo di raggiungere la fiducia il 14 dicembre. «Un altro governo – aggiunge il Cavaliere – sarebbe un´eresia. Un colpo di mano. Un golpe». Tanto che il leghista Roberto Castelli non va per il sottile: «La maggioranza non c´è più» dice, mentre perfino Gianni Letta vede il suo incarico sempre più «pro-tempore». Fini e Casini non escludono però ipotesi di Berlusconi-bis, ma chiedono le sue «dimissioni immediate».

Convocati nello studio del presidente della Camera, dopo due ore di confronto al quale hanno partecipato anche il repubblicano Giorgio La Malfa, l´indipendente Paolo Guzzanti e il libdem Italo Tanoni, gli esponenti del nascente terzo polo decidono di proporre la sfiducia.[…] La notizia arriva subito a Berlusconi, in trasferta ad Astana per il vertice Osce. La sua reazione è rabbiosa: «Non sono preoccupato – dice – ma è irresponsabile non mantenere la stabilità in Italia in questo momento».

Berlusconi comincia a manifestare meno certezze sulla fiducia. La mozione del terzo polo conta su 85 voti, non considerando quelli di Fini e di Giulia Cosenza costretta a letto da una gravidanza. A questi si aggiungono i 206 voti del Pd, i 24 di Idv e quelli di Giuseppe Giulietti e Roberto Nicco. Totale, 317. Non è un caso che il varo della mozione venga salutato da Fini e Casini come una sfiducia in pectore. Entrambi aprono a un Berlusconi-bis: «Potrebbe essere lui stesso a iniziare una nuova fase politica», dice Casini. «Non ci sono preclusioni», aggiunge il finiano Italo Bocchino. Ma sul fronte dei berlusconiani si escludono dimissioni: «Berlusconi non si dimette» dicono i ministri Alfano e La Russa.

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