Repubblica: Sakineh è stata liberata, ma in Iran resta il giallo delle foto

SAKINEH E’ STATA LIBERATA IN IRAN –  A dare la notizia che, dopo quattro anni di prigionia, l´iraniana condannata alla lapidazione per adulterio e complicità in omicidio del marito è stata liberata insieme al figlio Sajjad Ghaderzadeh sono nella serata di ieri gli attivisti iraniani del Comitato internazionale contro la lapidazione. «Non ci sono parole per esprimere la nostra gioia», commenta la portavoce Mina Ahadi. Non vi è alcuna conferma da fonti istituzionali ma, a corroborare la notizia, su Internet iniziano a circolare le foto di una donna in compagnia del giovane Sajjad. Le ha diffuse la tv iraniana di Stato in lingua inglese Press Tv, la stessa che di lì a qualche ora – a detta degli attivisti – dovrebbe dare l´annuncio ufficiale.

Sakineh Mohammadi Ashtiani ha 43 anni, ma nella donna che appare nelle immagini si stenta a riconoscere il volto giovanile che, incorniciato da un velo nero, è diventato il simbolo della mobilitazione internazionale contro la lapidazione e che da mesi campeggia su piazze e siti web. Le didascalie però sono chiare: «Sakineh parla con suo figlio nel cortile di casa sua a Osku, a 570 chilometri a nord est di Teheran». Un´altra, più vaga, recita: «Nella foto diffusa dal network statale Press Tv, un´iraniana di 43 anni posa nella casa dove suo marito è stato ucciso». Quando alle 22.30 locali (le 21 italiane), invece dell´annuncio ufficiale, Press Tv manda in onda lo spot di un programma su Sakineh che verrà trasmesso stasera, l´entusiasmo degli attivisti lascia il passo all´esitazione.

Ancor prima dello spot della tv iraniana, diverse contraddizioni sollevavano dubbi sulla veridicità della notizia della liberazione. Se alcune agenzie di stampa internazionali davano per certo anche il rilascio dell´avvocato Houtan Kian e dei due giornalisti tedeschi della Bild arrestati a ottobre insieme a Sajjad, gli attivisti segnalavano che i tre si trovavano ancora nel carcere di Tabriz. Il Comitato internazionale contro la lapidazione sosteneva poi che la liberazione fosse avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre le didascalie delle foto diffuse da Press Tv riportavano che le immagini erano state scattate tra il 4 e il 5 dicembre durante la preparazione dell´intervista che verrà diffusa solo stasera. E mentre la Farnesina festeggiava «la bellissima notizia», il quarto canale televisivo iraniano mandava in onda le prove della colpevolezza di Sakineh denunciando i «toni ostili» della campagna dei media e delle istituzioni occidentali.

Solo la trasmissione che andrà in onda stasera su Press Tv farà chiarezza sull´ennesimo altalenarsi di annunci e smentite che contraddistingue la vicenda di Sakineh da quando, grazie alla campagna dei suoi avvocati e del Comitato internazionale contro la lapidazione, l´imminenza dell´esecuzione (originariamente fissata per il 9 luglio) ha provocato una mobilitazione internazionale tale da portare le autorità iraniane a sospendere la pena di morte «per ragioni umanitarie».

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