Repubblica: Omicidio di Sarah Scazzi: nuovi accertamenti su tre cinture, i Ris cercano l’arma del delitto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:07

OMICIDIO DI SARAH SCAZZI – Una batteria di accertamenti su tre cinture scovate in via Deledda. Per verificare se tra queste c´è quella che ha ucciso Sarah Scazzi. O per acclarare definitivamente che nell´inchiesta sull´omicidio di Avetrana continua a mancare l´arma del delitto. In calendario, però, ci sono anche delle verifiche sul dna di Sabrina Misseri, la cugina accusata di aver ucciso la quindicenne, e di Concetta Serrano Spagnolo, la mamma della vittima. I carabinieri del Ris hanno fissato per martedì gli accertamenti irripetibili programmati su tre delle quarantanove cinture trovate nella villetta in cui fu assassinata Sarah.

In programma attività tecniche biologiche e dattiloscopiche non ripetibili su una cinta di cuoio nero, lunga un metro e larga poco più di tre centimetri, su una cintura di tela verde, lunga un metro e venti centimetri con alle estremità due fibbie, e infine su una cinta di tela verde con una fibbia grigia. Sono le uniche compatibili con le ferite riscontrate sul collo di Sarah. E soprattutto due sono verdi, il colore dell´arma del delitto indicato da Misseri nell´incidente probatorio. I Ris cercheranno tracce di Sarah sulla cinta ma anche della cugina di 22 anni, in carcere dallo scorso 15 ottobre. Il Dna di Concetta Serrano, invece, servirà a spazzare via i dubbi, in realtà già inesistenti, sul riconoscimento del cadavere trovato nel pozzo di contrada Mosca. Un passaggio obbligato in un´indagine in cui nulla può essere tralasciato. Proprio la cavillosa ricerca di riscontri sembra aver aperto uno scenario diverso nella ricostruzione del delitto del 26 agosto.

Giovedì il pm Mariano Buccoliero ha raccolto la deposizione di un vicino dei Misseri. L´uomo era stato già interrogato subito dopo la scomparsa di Sarah, ma le sue parole si erano perse in quei momenti concitati. E invece i suoi ricordi forniscono appigli determinanti per diradare una parte delle ombre che ristagnano sulla morte di Sarah. Ha raccontato di aver incontrato per due volte Sarah nel giorno della sua scomparsa. L´ha vista rientrare verso casa poco prima delle 13. E poi ritornare in direzione opposta, diretta a villetta Misseri. Erano le 13.45. Questo vorrebbe dire che Sarah arrivò all´appuntamento con la morte molto prima rispetto a quanto si è creduto sino ad ora e che Sabrina abbia poi messo in atto una serie di gesti (lo squillo con il cellulare di Sarah quando era già morta, per esempio) per depistare le indagini. Una considerazione che lascia spazio ad altre valutazioni: questa ricostruzione apre spiragli anche a una possibile premeditazione del delitto. Un´ipotesi che viene vagliata con molta attenzione. Oggi intanto nel cimitero di Avetrana partiranno i lavori per la tomba in cristallo progettata per ricordare la piccola Sarah. Mentre Sabrina dal carcere dice: «Io sono innocente e nessuno riesce a capire che non ho commesso nessun omicidio: per quale motivo avrei dovuto fare una cosa del genere?».

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