Governo: al Senato Berlusconi si difende su Putin e lancia l’allarme per la rottura del fronte moderato

Il premier Silvio Berlusconi

BERLUSCONI AL SENATO: APPELLO IN EXTREMIS A FLI -Un appello in diretta a Futuro e libertà, la difesa dalle accuse dell’opposizione, l’allarme sulla rottura del fronte moderato. Come spesso accade è nella replica al dibattito in Aula che si concentra il Berlusconi politico, ed è così che il premier chiude il capitolo Senato – domattina il voto di fiducia – preparandosi a quello, più insidioso, della Camera. A Palazzo Madama Berlusconi pone la fiducia su una mozione di sostegno, che domani passerà nonostante il no dei finiani, alla Camera si troverà due mozioni di sfiducia e numeri molto più in bilico. Quattro ore di dibattito, che il Premier passa parlottando con i ministri vicini – spesso con Angelino Alfano, e poi Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini, Altero Matteoli -. Ogni tanto sembra esserci anche qualche cedimento di stanchezza ma Berlusconi è per lo più attento sugli interventi. E in alcuni casi risponde subito: a Luciana Sbarbati con gesti delle mani per negare di essere legibus solutus ed andando poi a parlarle di persona. A Pancho Pardi con sorrisi sfidanti e un gesto eloquente per dargli del matto quando il capogruppo Idv lo accusa di retorica “fallocratica”. Pollice su per alcuni interventi di maggioranza, quello di Ramponi, di Bodega della Lega, del fidato consigliere – e vice capogruppo al Senato – Quagliariello. Serio in volto segue il discorso di Luigi Zanda che per l’opposizione solleva il caso Wikileaks e i rapporti con Putin. Al vice capogruppo Pd Berlusconi dedica la parte finale della sua replica – iniziata ribadendo che la rottura del fronte moderato andrebbe “contro la storia” -, con toni ben diversi da quelli dell’intervento di stamani: per rivendicare i suoi rapporti all’estero legati alla sua figura politica ma anche personale, di “tycoon”, e dirsi certo che sul suo ruolo internazionale e i rapporti con Putin sarà la storia a dargli ragione; per ribadire e “garantire” sui suoi figli che neanche un soldo, da accordi come quello su Southstream, è entrato o entrerà nelle sue tasche. Il finale è tutto sulla politica interna, sulla crisi in atto, sulla rottura con Fli, cui il Premier – non a caso dal Senato – rivolge un appello in diretta – e in extremis – in vista del voto di domani. Prossima tappa la Camera, dove interverrà alle 19 dopo l’illustrazione delle mozioni di sfiducia.

Fonte: Apcom