Sakineh: il marito voleva farla prostituire, dice l’ex avvocato della donna

Sakineh Mohammadi Ashtiani
EX AVVOCATO DI SAKINEH: MARITO LA SPINGEVA A PROSTITUZIONE – Sakineh aveva sempre avuto molti problemi con il marito. Che aveva anche provato a spingerla alla prostituzione. Lo ha detto oggi a Roma chiarendo con i giornalisti i dettagli della vicenda, Mohammed Mostafaei, l’ex avvocato della donna iraniana, condannata per adulterio alla lapidazione.

E anche per questo motivo, ha proseguito il legale, ospite di un incontro pubblico organizzato da Amnesty International, l’esecutore materiale, Issa, l’avrebbe infine convinta ad aiutarlo nell’omicidio, nel quale lei avrebbe iniettato al marito il sonnifero, mentre il complice sarebbe poi intervenuto con i cavi elettrici per ucciderlo. Issa, che era un parente della vittima, è stato poi perdonato dai familiari, ha spiegato ancora Mostafaei, e per questo sarebbe libero, mentre il tribunale non avrebbe concesso alla donna la possibilità di chiedere anche lei perdono alla famiglia del marito. Quanto alle imputazioni a carico di Sakineh, le accuse sono di avere avuto una relazione con un altro uomo, e per questo le sono state inflitte 99 frustate, e di concorso in omicidio, punito con 10 anni di reclusione. Ma è per la terza accusa, quella di adulterio, che comporta anche una relazione di natura sessuale, che a Sakineh è stata inflitta la lapidazione. È proprio nella lapidazione, ha confermato infine Mostafaei, la chiave di tutta la vicenda, e cioè la resistenza del regime a liberare la donna o a commutare la sua pena. «Se Sakineh fosse liberata – ha sottolineato Mostafaei – sarebbe la prima donna ad esserlo dopo una condanna a morte di questo tipo».

Fonte: Ansa