Repubblica: Neve e ghiaccio trasformano l’autostrada A1 in una trappola: notte da incubo in Toscana

NEVE E GHIACCIO SU AUTOSTRADA A1 – Una trappola di ghiaccio. Freddo. Neve. E silenzio. Migliaia i viaggiatori che tra venerdì pomeriggio e ieri mattina sono rimasti imprigionati sull´A1, nel tratto che va da Barberino del Mugello a Valdarno. Paura, tanta. Il gelo tutto intorno e la macchina che non si poteva tenere accesa per la paura che finisse la benzina. Niente cibo, niente notizie, niente soccorsi. E i caselli che rimanevano aperti. Continuando ad aggiungere macchine a macchine. Una notte catastrofica che ha bloccato i fiorentini e i viaggiatori di tutta Italia. Chi andava verso Bologna e chi verso Roma. Un dramma durato ore su cui ora è polemica. Amministratori locali sul piede di guerra, aziende dei trasporti che si giustificano, ministri che convocano tavoli di emergenza.

La Toscana fatica a tornare alla normalità. Riaprono alcune strade, la stazione centrale di Firenze, Santa Maria Novella, e l´aeroporto, ma resta chiuso quello di Pisa. La viabilità è ancora in tilt: dopo la neve, fino a stasera c´è l´allarme ghiaccio.[…]

Secca la replica dell´Anas: «Nell´emergenza prima si pensa a risolvere i problemi». Che poi si smarca: «Sulle autostrade l´emergenza è stata causata dai veicoli pesanti», dice ancora il numero uno dell´azienda. Sono stati i tir che, per il ghiaccio, sono finiti in mezzo alla carreggiata e hanno evitato «il passaggio degli spargitori di sale». Parole che fanno insorgere gli autotrasportatori: «La colpa è di Autostrade. Basta scaricare la responsabilità su chi lavora», tuona Giovanni Moltali, della Fita-Cna.

E mentre l´ispettorato della vigilanza sulle concessioni autostradali dell´Anas dispone una verifica ispettiva per il caos maltempo, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli convoca per domani pomeriggio un tavolo con i vertici della Protezione Civile, dell´Anas, delle Ferrovie e delle concessionarie autostradali.

Nel rimpallo di colpe e accuse, la Protezione Civile se la prende con «cittadini irresponsabili. A fronte della sensibilizzazione e dell´allerta- ha detto Franco Gabrielli – registriamo un´utenza che non si preoccupa di essere informata sulla condizione delle strade, entra al casello e, anche se sui banner elettronici c´è scritto “catene a bordo”, si va avanti imperterriti e si accetta il rischio come una riffa». Peccato che, stando al racconto di chi ha passato la notte sull´A1, i pannelli continuassero a segnalare “code a tratti”. Quando di code ce c´era una sola. Lunga decine di chilometri.

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