Le Nazioni Unite mirano al controllo di Internet per evitare nuovi “Wikileaks”

    NAZIONI UNITE CONTROLLI INTERNET – L’ONU vorrebbe un organismo sovranazionale per evitare nuovi casi Wikileaks.

    Le rivelazioni di Wikileaks hanno preoccupato le Nazioni Unite: sull’onda delle preoccupazioni dei vari governi, qualche giorno fa il Brasile ha proposto di creare un organismo che si occupi di regolamentare la Rete.

    Detto organismo sovranazionale dovrebbe essere formato da rappresentanti dei vari governi e avere come scopo la creazione di politiche universalmente accettate per porre dei paletti all’utilizzo di Internet.

    La proposta brasiliana ha subito raccolto l’approvazione di India, Sudafrica, Cina e Arabia Saudita ma anche le perplessità di Australia, USA, Regno Unito, Belgio e Canada.

    Il rappresentante australiano ha messo in guardia dalle conseguenze della creazione di un ennesimo organismo formato soltanto da elementi provenienti dalla politica, che escluda quindi la “società civile e il suo significativo contributo”.

    Ora Vint Cerf, ideatore del protocollo TCIP/IP e attuale Chief Internet Evangelist di Google, fa sentire tutta la propria contrarietà firmando a nome di Google una petizione rivolta al presidente americano affinché si opponga all’iniziativa dell’ONU.

    “Crediamo” – ha detto Cerf – “che i governi non dovrebbero avere il monopolio nella gestione di Internet”; il modello attuale “non solo ha reso Internet molto aperta ma ha evitato che gli interessi privati di chiunque ne assumessero il controllo”.

    Sullo stesso piano la parlamentare americana Mary Bono Mack, promotrice della petizione, la quale afferma che “Internet si è sviluppata ed è sopravvissuta proprio perché non è stata soggetta agli effetti soffocanti della mano pesante di una organizzazione governativa”.

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