Brembate di Sopra: la mamma di Yara Gambirasio scioglie i dubbi sul registratore

BREMBATE DI SOPRA – «Non ha insistito Yara per portare il registratore in palestra. Tantomeno ha litigato con la sorella maggiore per portarlo. Semplicemente gliel’ho detto io quel giorno stesso: se finisci i compiti presto, vai». Maura Gambirasio, la mamma di Yara, chiarisce come sono andati i fatti quel venerdì e perché Yara è uscita di casa alle 17,15.

«Il giorno prima della scomparsa, giovedì – spiega Maura Panarese– la direttrice dei corsi di ginnastica ritmica aveva chiesto alle ragazze presenti se qualcuna fra loro avesse uno stereo portatile da mettere a disposizione per la gara in programma la domenica successiva. In quel momento era presente mia figlia maggiore Keba, (15 anni, ndr) che ha risposto: sì, noi lo abbiamo. Tornata a casa, Keba ha riportato la richiesta dello stereo e per quel giorno la questione si era chiusa così, senza stabilire chi lo avrebbe effettivamente portato in palestra, né quando. Il giorno dopo, alle 13,45 circa, sono stata io a dire a a Yara: se finisci i compiti in un orario ragionevole, puoi portarlo tu oggi. Tutto qui: nessun litigio, nessuna insistenza». Finiti i compiti, Yara è uscita per portare il registratore al centro sportivo. Erano le 17,15.

Lunedì sera i familiari di Yara – papà, mamma, la figlia maggiore Keba e la sorella del padre, Nicla, anche lei di Brembate Sopra – sono stati sentiti nuovamente dai carabinieri. «Lo facciamo di frequente, man mano che l’indagine prosegue», hanno spiegato gli inquirenti. L’obiettivo di lunedì sera, si è appreso, è stato ricostruire la giornata della scomparsa di Yara (nei precedenti colloqui l’attenzione si era focalizzata di più sulla fascia oraria della scomparsa).

Fonte: EcodiBergamo.it