Repubblica: Omicidio Sarah Scazzi: Michele Misseri continua a mentire, Sabrina deve restare in carcere

OMICIDIO SARAH SCAZZIMichele Misseri continua a mentire. L´omicidio è avvenuto almeno mezz’ora prima di quanto ricostruito dalla procura. Ma in ogni caso l´accusa tiene: per questo Sabrina Misseri deve rimanere in carcere. È questo che sostiene il gip Martino Rosati nelle cinque pagine di motivazioni con le quali ha rigettato ieri la richiesta della difesa di scarcerare la presunta assassina di Sarah Scazzi. Gli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri puntavano innanzitutto sulla non attendibilità di Michele.

«Certo – scrive il giudice nella sua ordinanza – i ripensamenti di Misseri non giovano alla sua credibilità e, pur dopo il ponderosissimo incidente probatorio, diversi e rilevanti sono gli aspetti ancora incerti e sui quali egli, con ogni probabilità, ha deliberatamente mentito. Non si è capito ancora bene – continua – se il telefonino di Sarah abbia squillato o vibrato né dove esso si trovasse rispetto al corpo esanime della ragazzina. Né è chiaro come e quando la batteria si sia staccata, sempre ammettendo che tale distacco sia stato accidentale. Non è stato ancora in grado di spiegare, Michele Misseri, nemmeno che fine abbia fatto la cintura utilizzata per strangolare la nipote, né perché mai, in occasione dei suoi precedenti racconti, egli abbia reiteratamente indicato lo strumento del delitto in una corda, peraltro con vari nodi attorno al collo. Così come poco convincente – continua – risulta la circostanza da lui addotta per giustificare il denudamento del cadavere, essendo decisamente improbabile che gli indumenti indossati dalla vittima, in quando ridotti e aderenti (una canotta, un bikini e uno short) si potessero sfilare da quel corpo, quand´anche si fosse poi ridotto a scheletro, e potessero risalire in superficie con le acque eventualmente esondanti dal pozzo».

Rosati è molto duro. «Michele Misseri – scrive – se veramente vuole rendere un servizio alla giustizia e al suo ostentato percorso di contrizione, farebbe bene a dirla tutta, e una volta per tutte, la verità». Ciò nonostante secondo il giudice è convinto che le parole su Sabrina siano genuine. «Ha accusato la figlia ma comunque ha lanciato una ciambella marginalizzandone il contributo nell´esecuzione del delitto».

Il giudice ritiene «non rilevanti» sia l´utilizzo degli psicofarmaci adombrato dalla difesa sia le dichiarazioni di Valentina che aveva raccontato che «il padre, durante i colloqui, le avrebbe riferito di aver commesso il reato da solo». Infine Rosati, sulla base della perizia del professor Luigi Strada, cambia sì l´orario del delitto ma solo di mezzora. «Sulla base dell´autopsia si può dire che il pasto – scrive il gip – potrebbe essere stato consumato dalla giovane vittima anche soltanto un´ora prima di trovare la morte. Di conseguenza, considerando tale ipotesi e prendendo atto dell´approssimazione con la quale i familiari di Sarah hanno riferito dei suoi spostamenti (l´unico riferimento certo è dato dagli orari degli scontrini degli acquisti effettuati dalla ragazzina assieme al padre, tutti anteriori alle 13) vi è ampio margine per conciliare il pasto frugale tra le 13 e le 13,30 e il decesso tra le 14 e le 14,30».

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