La Brambilla chiede un risarcimento di 3 milioni di euro al Fatto Quotidiano per danno d’immagine al Ministero del Turismo

Il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla

BRAMBILLA CHIAMA IN CAUSA IL FATTO QUOTIDIANO  – Danno d’immagine e diffamazione. Per il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, l’articolo pubblicato dal Fatto Quotidano che evidenziava il collocamento di alcuni stretti “amici” della Brambilla all’interno del nuovo dipartimento per rilanciare l’immagine dell’Italia all’estero, è un vero e proprio smacco al Dipartimento per lo sviluppo del Turismo.
Tanto che il Ministro ha conferito un mandato all’avvocatura generale dello Stato per chiedere il risarcimento danni arrecati dall’articolo  “Ufficio di collocamento Brambilla“, di Fabio Amato e Luigi Franco, pubblicato da Il Fatto Quotidiano, lo scorso 13 novembre ripetuto il 17 dicembre .
La richiesta ammonta a 3 milioni di euro che saranno devoluti per iniziative di valorizzazione e rilancio dell’immagine dell’Italia nel Mondo. Nella nota diffusa dal Ministero sono resi espliciti i ruoli delle persone segnalate da “Il Fatto Quotidiano” nonché le iniziative promosse dal nuovo dipartimento e il loro esito favorevole. È quanto rende noto il Ministero del Turismo: “Atteso il contenuto gravemente diffamatorio – scrive il Ministero – si comunica di avere già dato mandato all’Avvocatura Generale dello Stato di esperire un’azione risarcitoria al fine di ottenere il ristoro dei danni prodotti all’immagine del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del Turismo e della Struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia. L’estrema callidità della condotta diffamatoria è comprovata dal fatto che l’articolo – sottolinea la nota del Ministero del Turismo – è stato nuovamente pubblicato il giorno 17.12.2010. Ciò giustifica l’elevata richiesta di risarcimento dei danni che il Ministro del Turismo ha dato mandato all’Organo Legale di avanzare a tutela dell’immagine dall’Amministrazione statale, quantificata in 3 milioni, che saranno devoluti ad iniziative di valorizzazione e rilancio dell’immagine dell’Italia nel mondo. A questo deve aggiungersi la richiesta che la sentenza di condanna venga trasmessa all’Ordine dei Giornalisti per l’avvio del procedimento di sospensione degli autori della diffamazione e del Direttore responsabile per un periodo non inferiore a tre mesi”.