Alex de la Iglesia

DIBATTITO IN SPAGNA– Il fatto positivo nell’allarme che si è creato attorno alla mancata approvazione della cosiddetta legge Sinde è l’apertura di un dibattito, tra cineasti ed internauti, che potrebbe davvero dare i suoi frutti.

Angeles Gonzales Sinde, da cui prende il nome il provvedimento, è il Ministro della Cultura del governo Zapatero. La disposizione addizionale da lei proposta si dovrebbe inserire nel Piano di Economia Sostenibile, e dovrebbe prevedere la possibilità di chiudere le pagine web che violano la Proprietà Intellettuale.

I cineasti si sono già mobilitati e sono favorevoli all’approvazione da parte del Senato, all’interno del quale la discussione è prevista per il 15 Gennaio. Da questo fronte sono già partite numerose iniziative d’incontro e di confronto, tanto con i partiti politici quanto con gli utenti di internet.

Il presidente dell’Accademia del Cinema, Alex de la Iglesia, ha subito sfruttato queste occasioni per tenersi per tre giorni in contatto diretto con gli internauti, tramite Twitter, e si è mostrato molto ottimista sugli esiti di questi dibattiti: “E’ la mancanza di comunicazione ed informazione che ci porta a non metterci d’accordo. Ho capito che ci sono molti modi di affrontare il problema e di risolverlo.”

Il regista spagnolo ha convocato una riunione per questa settimana presso l’Accademia del Cinema alla quale prenderà parte il presidente della Federazione delle Associazioni di Produttori Audiovisivi di Spagna (FAPAE), Pedro Perez, con l’unico obiettivo di trovare una soluzione per conciliare tutte le posizioni.

“Sarà una riunione tra Internet e il Cinema, senza alcun intermediario”, continua de la Iglesia, per il quale c’è un settore di navigatori che non è d’accordo con le pagine web illegali. “Ci sono molti internauti che provano ad offrire soluzioni senza che sia in alcun modo limitata la libertà dei cittadini. A mio parere, l’obiettivo principale è quello di fare in modo che la rete continui ad essere un luogo di scambio libero, compatibilmente con il riconoscimento dei diritti d’autore; questi, tuttavia, non dovrebbero essere a carico dell’utente, bensì delle compagnie che forniscono i servizi internet”.

L’Accademia del Cinema, con la voce del suo importante direttore, non è stata comunque l’unica ad esporsi in difesa della proprietà intellettuale: è infatti arrivato via e-mail, al sito del Ministero della Cultura, l’invito della Piattaforma dei Creatori per il Copyright, rivolto al Governo ed ai partiti politici, di non cedere alla “tentazione del populismo”. A fianco dell’appello di quest’ultima organizzazione, firmando un manifesto in difesa dei diritti d’autore, si sono schierati numerosi cineasti, scrittori e musicisti; un effetto sorprendente, dal momento che mai si erano mobilitati così uniformemente e rapidamente i rappresentanti delle arti performative.

Alessandro Pirruccio