Repubblica: La Russia di Putin condanna Khodorkovskij: nuova condanna per l’oligarca nemico del Cremlino

PUTIN CONDANNA KHODORKOVSKIJ – Sorridente, vestito di scuro e con sottili occhiali di metallo, il signor K. ha continuato a sfogliare documenti mentre il giudice Viktor Danilkin lo riconosceva colpevole di furto e di un´illecita rivendita di enormi quantità di petrolio. Forse per predestinazione del nome, Mikhail Khodorkovskij ha mostrato la stessa indifferenza che Kafka attribuiva al suo Josef K., anche lui una volta stimato uomo d´affari e anche lui al centro di un oscuro processo. Ieri, però, era tutto vero al Tribunale distrettuale di Khamovniceskij, quartiere moscovita dove prima di finire in bancarotta aveva sede la Yukos, gigante petrolifero acquistato da Khodorkovskij per poche centinaia di dollari negli anni ‘90. Quando nel 2003 il suo patron fu inghiottito nel ciclone politico e giudiziario di cui è appena cominciato l´epilogo, la Yukos aveva un valore di mercato di 40 miliardi di dollari e produceva tanto petrolio quanto il Kuwait.

Ieri, dunque, il giudice Danilkin ha cominciato a leggere la sua sentenza alle 11 in punto. Fuori, 100 sostenitori dell´ex oligarca ebreo che ebbe la sfrontatezza di sfidare il Cremlino chiedevano la liberazione dei detenuti politici, invocavano più giustizia e urlavano slogan contro Vladimir Putin. E´ bastato invocare il premier russo per scatenare l´intervento della polizia anti-sommossa, gli Omon, che hanno brutalmente arrestato una ventina di manifestanti, mentre gli altri scandivano: “Vergogna!” e “Prepotenti!”.

In aula intanto Danilkin riconosceva colpevoli Khodorkovskij e il suo socio Platon Lebedev di appropriazione indebita e riciclaggio per una somma pari a circa 100 milioni di dollari. «La corte ha inoltre stabilito che parte del denaro è stata investita per creare ulteriori malversazioni», ha detto Danilkin. Chiediamo a Dimitri Muratov, direttore di Novaja Gazeta, il giornale in cui lavorava Anna Politkovskaya, perché tanto accanimento contro Khodorkovskij. Dice Muratov: «C´è qualcosa di personale tra lui e Putin. Si dice che Khodorkovskij lo trattasse con sufficienza e che una volta commise l´errore di recarsi al Cremlino senza cravatta. C´è dell´altro, ovviamente. C´è, per esempio, che nel 2003, prima delle legislative e prima del suo arresto, il patron della Yukos era così influente da controllare 300 dei 450 deputati della Duma. Avrebbe potuto chiedere e ottenere l´impeachment dell´allora presidente Putin e diventare lui stesso primo ministro».

Ora, zar Putin non è un uomo incline al perdono. Il 16 dicembre scorso, in barba al suo ruolo istituzionale, nel corso di un´intervista televisiva ha paragonato Khodorkovskij all´ex finanziere americano Bernie Madoff, responsabile di una delle truffe del secolo, dicendo che gente di quella risma deve restare il prigione. Più pacato è stato il presidente Dmitri Medvedev, il quale ha sottolineato che né lui né «nessun altra carica pubblica ha il diritto di esprimersi su un caso prima della sentenza».

L´avvocato principale della difesa, Vadim Klyuvgant, ha detto che «il processo è stato una farsa» e che perciò ricorrerà in appello. Dopo la sentenza, dalle cancellerie occidentali si sono levate voci di biasimo nei confronti di ciò che appare come un regolamento di conti organizzato da Putin.

Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per conoscere la condanna di colui che fu l´oligarca più ricco e più brillante di Mosca e che oggi, a 47 anni, è diventato il carcerato più famoso di tutte le Russie. I pubblici ministeri avevano chiesto altri 6 anni di carcere, che andrebbero ad aggiungersi agli 8 che gli furono inflitti nel 2005. Diceva uno striscione affisso ieri di fronte al tribunale: «Un giorno potremo tutti diventare Khodorkovskij». In Russia è più vero che mai.

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