Repubblica: Wikileaks Iran: capo della Guardia rivoluzionaria prese a schiaffi presidente Ahmadinejad, voleva concedere maggiori libertà

AHMADINEJAD PRESO A SCHIAFFIIl capo della Guardia rivoluzionaria iraniana prese a schiaffi il presidente Ahmadinejad quando questi, dopo le manifestazioni dell´inizio di quest´anno, disse che andavano concesse maggiori libertà alla popolazione. Lo sostiene in un dispaccio rivelato da WikiLeaks, e pubblicato da El Pais, l´ambasciata americana a Baku, in Azerbaijan. La fonte spiegava che nel corso di una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale Ahmadinejad aveva assunto una posizione «sorprendentemente liberale» affermando che «la gente si sentiva asfissiata» ed avanzò l´ipotesi che per frenare l´ondata di proteste sarebbe stato necessario concedere più libertà individuali e sociali, compresa una maggiore libertà di stampa. Le sue affermazioni provocarono la reazione di Ali Jafari, il capo della Guardia rivoluzionaria iraniana. «Ti sbagli, sei tu che hai creato questi problemi e ora per giunta sostiene che bisogna concedere più libertà alla stampa?». Subito dopo Alì Jafari avrebbe colpito in faccia con uno schiaffo Ahmadinejad provocando una tale confusione che la riunione fu sospesa. La fonte iraniana dell´ambasciata americana di Baku aggiunge che il Consiglio supremo di sicurezza nazionale non si riunì per le due settimane successive fino a quando l´ayatollah Jannati, presidente del consiglio delle Guardie della rivoluzione, non intervenne come paciere fra Ahmadinejad e Jafari.

Nel dispaccio diplomatico la fonte iraniana sostiene anche che la sospensione della riunione del Consiglio venne citata in alcuni blog dell´opposizione ma senza accennare allo schiaffo che l´aveva provocata. Lo scontro fra il presidente iraniano e il capo della Guardia rivoluzionari sarebbe andato avanti nei mesi successivi. Il cable sullo schiaffo ricevuto da Ahmadinejad venne scritto l´11 febbraio del 2010. In quella data la fonte assicurava gli americani che le cose andavano «di male in peggio» nel suo Paese. «Credo che la situazione di proteste e instabilità non possa continuare a lungo e prevedo che le circostanze avranno un ulteriore sviluppo e una nuova fase».

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