Brembate Sopra: presto interrogate 100 persone, unica certezza è il fiuto dei cani

BREMBATE SOPRA – Da Brembate Sopra ancora nessuna notizia positiva sulla scomparsa di Yara Gambirasio avvenuta quel fatidico 26 novembre 2010, all’uscita dal centro sportivo del paese dove la ragazza, quel giorno, si era recata per consegnare un registratore. Nessun indizio utile neppure dai due testimoni che hanno dichiarato di aver visto la piccola Yara pochi minuti prima del sequestro.

L’ex guardia giurata di Brembate di Sopra, Mario Torracco, ha ribadito di averla vista in compagnia di un uomo: «E’ una scena che rivedo di continuo, anche di notte», ha dichiarato il pensionato, che passeggia spesso con il cane nei pressi di casa Gambirasio. Ma anche sulle sue parole i dubbi degli inquirenti non mancano. Più volte l’uomo è tornato sulle sue dichiarazioni, modificandole: in un primo momento, a metà dicembre, aveva affermato di aver notato due uomini in via Rampinelli. Successivamente aveva parlato di un uomo e di una donna. Ora sostiene di fronte alle telecamere di aver visto Yara, con certezza. Anche lui sarà tra i cento vicini di casa che nei prossimi giorni saranno riascoltati dagli inquirenti, ancora a caccia di elementi utili.

Ieri non si è tenuto alcun colloquio tra i carabinieri ed Enrico Tironi, il giovane vicino di casa che fin dal secondo giorno di ricerche aveva affermato di aver visto Yara vicino ad un’auto rossa, con due uomini, nella zona di casa. Qualcosa di vero nella sua testimonianza c’è, ma alcuni dettagli sarebbero da rivedere, forse nei prossimi giorni.

Secondo le ultime voci, gli inquirenti sono intenzionati a sentire nuovamente anche altre cento persone dalle cui indicazioni sperano di trovare qualche indizio che porti sulle tracce di Yara.

Per quanto riguarda lo sviluppo delle indagini non c’è una pista e non ci sono certezze sul caso di Yara Gambirasio. A dirlo è un investigatore in prima linea per la scomparsa della ragazzina. “Magari ne avessimo trovata una di traccia utile, proprio non ce n’è” dice. L’unica certezza, “o meglio l’unica cosa a cui credere – aggiunge – per ora è il fiuto dei cani. Crediamo con fermezza che Yara Gambirasio sia passata dal cantiere del centro commerciale di Mapello. E’ vero che i cani, vicino al gabbiotto del cantiere che è stato ispezionato più volte, sono letteralmente impazziti per le tracce di odore. Quindi da lì è passata la persona che cerchiamo”.

Non c’è molto di più. L’investigatore smentisce categoricamente anche la presenza fisica del telefonino di Yara Gambirasio alle 18,55 in territorio di Brembate Sopra. “Non è una circostanza confermata, non risulta vera. L’ultima traccia utile lasciata dal telefonino è alle 18,49, quando l’amica Martina replica al messaggio di Yara, dopodiché il cellulare non dice più nulla (un primo messaggio di Martina era delle 18,25, Yara aveva replicato alle 18,44)”.

Ma perché le persone che hanno testimoniato vengono ascoltate più volte? “Semplicemente perché di giorno in giorno emergono alcuni piccoli elementi e si cerca di verificarli, di far combaciare le testimonianze. Nulla di più”.

Luigi Ciamburro