Caso Ruby, Nicole Minetti: “Sono tranquilla e non ho alcuna intenzione di dimettermi”

CASO RUBY: MINETTI TRANQUILLA – «Sono tranquilla e non ho alcuna intenzione di dimettermi». Lo ha detto all’ANSA Nicole Minetti, il consigliere regionale del Pdl, indagata insieme a Lele Mora ed Emilio Fede per induzione e favoreggiamento della prostituzione nella vicenda di Ruby. «C’è un’inchiesta in corso e aspetto che faccia il suo corso», ha aggiunto Minetti, con voce stanca ma sicura. Di sue possibili dimissioni, chieste o addirittura già presentate, si era parlato ieri in tarda serata. «Ci mancherebbe, non è assolutamente vero, io continuerò il mio lavoro», ha ribadito oggi Minetti. Al consigliere regionale, il più giovane insieme al figlio di Umberto Bossi, Renzo, sono comunque arrivati anche attestati di solidarietà. Primo fra tutti quello del capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Paolo Valentini.

«Dell’inchiesta non parlo», ha aggiunto Minetti che alla domanda se in queste ultime ore ha avuto modo di parlare con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha risposto: «non la ritengo una domanda pertinente». Ieri gli inquirenti hanno perquisito il suo ufficio nella sede del consiglio regionale in via Fabio Filzi. Avrebbero portato via diverso materiale, tra cui un pc. Il consigliere è stato quindi ascoltato nella questura di via Fabenefratelli.

Nicole Minetti, una bella ragazza mora e slanciata, igienista dentale, ha conosciuto Silvio Berlusconi quando era ricoverato all’ospedale San Raffaele dopo essere stato colpito dalla statuetta in Piazza Duomo nel dicembre del 2009. In passato ha lavorato come soubrette in alcuni programmi delle reti Mediaset. Nelle elezioni amministrative della primavera scorsa era stata eletta nel Listino bloccato con il premio di maggioranza. Il reato che le è stato contestato dai Pm che seguono il caso Ruby è di aver svolto, in concorso con altre persone, “un’attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di soggetti minorenni”. Il Consigliere regionale, come ha spiegato ieri la procura di Milano, è quindi indagata per violazione della legge Merlin sulla prostituzione e per aver indotto alla prostituzione la giovane marocchina Ruby: induzione che sarebbe avvenuta nel periodo compreso tra febbraio e maggio scorsi, cioè lo stesso per cui il premier Silvio Berlusconi è indagato per aver avuto rapporti sessuali con la minorenne. La sera in cui la ragazza venne fermata e portata in questura a Milano, venne poi affidata alla Minetti. Da quando è scoppiato lo scandalo Ruby nell’autunno scorso, Minetti ha partecipato alle sedute del consiglio regionale lombardo, evitando accuratamente di parlare con i giornalisti della vicenda. Con aria imbronciata ha sempre respinto ogni curiosità.

Fonte: Ansa