Repubblica: Scontro Marina Berlusconi-Saviano: Mondadori smentisce il divorzio dall’autore di ‘Gomorra’

SCONTRO MONDADORI-ROBERTO SAVIANO – Sono giorni difficili a Segrate. Ieri, infatti, dopo lo scontro tra Marina Berlusconi e Roberto Saviano, si sono rincorse voci e indiscrezioni che hanno portato, nel tardo pomeriggio, a sei righe secche e ufficiali firmate dalla Mondadori. Fatte per smentire qualsiasi rottura con l´autore di Gomorra. Un passo obbligato che testimonia il disagio della casa editrice dopo l´«orrore» manifestato dalla presidente Marina Berlusconi per il sostegno di Saviano ai magistrati di Milano e che pareva preludere alla fine del rapporto editoriale, per iniziativa della stessa casa di Segrate. Per ora, non andrà così: «Mondadori ribadisce che Roberto Saviano è un importante autore della casa editrice. I programmi editoriali che lo riguardano, e con lui concordati per il futuro, restano interamente confermati. Così come resta inalterata la convinzione che gli autori, tutti gli autori, sono il patrimonio più importante di un editore, insieme alla rappresentazione plurale delle idee e delle convinzioni. Questo in rigorosa coerenza con la storia e la prassi di Mondadori e in totale condivisione tra azionisti e management».

Vale la pena riepilogare le ultime ore. Perché, tra le parole di Marina Berlusconi e il pronunciamento aziendale, ci sono state, nell´ordine, la rivolta di molti autori Mondadori ed Einaudi solidali con l´autore di Gomorra, l´interesse espresso per Saviano da altri editori (Bompiani, Fazi, Chiarelettere tra quelli intervenuti apertamente, molti di più quelli pronti all´offerta), e, soprattutto, un Comitato di gestione del gruppo in cui ieri il caso sarebbe stato messo sul tavolo. Quest´ultima indiscrezione nasceva dalla dichiarazione di Stefano Zecchi, saggista della scuderia Mondadori solidale coi vertici proprietari, al Mattino di Napoli: «Coerenza vorrebbe che Saviano rifiutasse i soldi che riceve dalla casa editrice con cui polemizza e che gli ha piazzato due milioni di copie», aveva detto, ma invece «sarà la Mondadori a non pubblicarlo più». Mentre Aldo Busi rincarava domandando a Marina Berlusconi: «Su quanti Saviano e quanti Busi può contare, se ci perde?».

Obbligata Segrate a smentire, la sottolineatura del comunicato che esso esprime la «totale condivisione tra azionisti e manager» argina le voci di una mediazione tra “falchi” e “colombe” o tra gli interessi in conflitto casa editrice e premier proprietario. Di certo questa volta per cercare di raffreddare lo scontro l´azienda non ha scelto espressioni di vicinanza come nello scorso aprile, quando dopo le parole di Berlusconi e della figlia sul «danno per l´Italia» di scrivere contro le mafie era sceso in campo il direttore generale libri trade Ricky Cavallero con una lunga lettera inviata a Repubblica. Intanto si aggiunge al dissenso la voce di Corrado Augias, da mesi in classifica con i suoi Segreti di Roma: «Il disagio nei confronti di Mondadori aumenta sempre di più. E cresce a dismisura quando il presidente della casa editrice di Segrate dice che è un orrore dedicare una laurea ‘honoris causa´ a dei magistrati. Se c´è una cosa che fa orrore è quello che è successo nella villa del premier».

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