Bruxelles denuncia violazione dei diritti umani in Colombia: nulla è cambiato con nuovo presidente Santos

COLOMBIA – Nel luglio del 2010 una delegazione di parlamentari europei di diversi partiti visitò la Colombia, dove tra le altre attività sostenne un incontro con Juan Manuel Santos poco prima che questi s’insediasse alla Casa de Nariño. In quell’occasione il futuro presidente promise che, una volta a capo del governo, avrebbe preso delle serie misure per combattere le violazioni dei diritti umani nel proprio paese e garantire un maggior rispetto dei diritti sindacali.

Gli stessi eurodeputati si sono recentemente riuniti a Bruxelles per ascoltare le testimonianze di persone che sono in prima linea nella lotta per la difesa dei diritti umani in Colombia: le prove portate al Parlamento Europeo dimostrano che le promesse di “Jena” Santos, come ampiamente prevedibile, sono state disattese. Le cifre sono quanto mai drammatiche: 41 sindacalisti uccisi dall’inizio del 2010 (senza che alcun mandante o autore sia stato portato a giudizio), 12 esponenti dei partiti d’opposizione assassinati negli ultimi sei mesi, 5 bambini assassinati negli ultimi sei mesi dall’Esercito colombiano, e 32 leaders comunitari (tra cui attivisti dei diritti umani e dei movimenti indigeni) assassinati nei primi tre mesi della presidenza Santos.

I parlamentari hanno redatto una dichiarazione congiunta in cui considerano inaccettabile -anche per rispetto nei confronti di quelle persone che hanno perso la vita o che vivono tutti i giorni nel terrore- che l’Unione Europea ratifichi la firma del Trattato di Libero Commercio con uno Stato che non pone fine alle violazioni dei diritti umani e sindacali.

Le istituzioni europee, dotate di un’ipocrisia senza limiti quando si riempiono la bocca di “diritti umani”, reclamandone la presunta violazione a paesi come Cuba, Venezuela o Iran, dovrebbero smetterla di sdoganare un assassino come Santos, a capo di un regime impresentabile che massacra quotidianamente chi non si rassegna ad una vita di sfruttamento, miseria e repressione.

Associaz. Nuova Colombia