Caccia al lupo: la Svezia rischia sanzioni economiche

SVEZIA CACCIA LUPI – Bruxelles aveva già avvertito Stoccolma, ma l’intransigenza svedese nel mantenere aperta la caccia al lupo non è piaciuta alla Commissione europea, che è passata alle vie formali: la caccia al lupo viola le leggi comunitarie sull’ambiente e la Svezia potrebbe dover affrontare una procedura di infrazione.

In pratica l’Ue ha spedito alla Svezia una sorta di notifica formale con la quale si chiedono risposte sulla questione entro un paio di mesi. Se le risposte non saranno giudicate soddisfacenti l’iter proseguirà e potrebbe concludersi davanti alla Corte di giustizia europea dove, se giudicata colpevole, la Svezia rischierebbe pesanti sanzioni economiche.

Janez Potocnik, commissario Ue per l’ambiente, ha dichiarato che a suo parere la decisione svedese di riaprire la caccia al lupo è in contrasto con le regole stabilite da Bruxelles. Lo è cacciare i lupi e lo è stabilire il limite massimo che deve avere la comunità degli animali. “Le autorità svedesi – ha sottolineato – sono state da tempo informate delle preoccupazioni della Commissione Ue e il loro atteggiamento non ha lasciato altra scelta che quella di aprire una procedura di infrazione”.

La Società svedese per la conservazione della natura ha accolto positivamente la decisione della Commissione Ue. La caccia al lupo era stata denunciata alla Commissione europea da diverse associazioni ambientaliste. Proprio da lì era partita la richiesta di chiarimenti da parte di Potocnik, che aveva chiesto a Stoccolma di presentare un dossier dove fosse spiegata la necessità scientifica di abbattere decine di esemplari. Le perplessità a Bruxelles sono state subito tante.

Di tutt’altro avviso – ovviamente – è il ministro svedese dell’Ambiente Andreas Carlgren che ha risposto alla notifica con un sereno “continueremo a dare alla Commissione tutte le informazioni che vogliono e sono convinto che sapremo sciogliere i dubbi che hanno sulla nostra politica di caccia al lupo”. Carlgren ha aggiunto che la Commissione sapeva da tempo della decisione di riaprire la caccia, e ha concluso con un sibillino “le decisioni dovrebbero essere prese in Svezia e non a Bruxelles”.

Antonio Scafati