Nel segno dell’astrazione: in mostra Accardi a Catania ma anche Licini, Melotti e Novelli a Rovereto

Carla Accardi

DA ACCARDI A LICINI NEL SEGNO DELL’ASTRAZIONE  A CATANIA – La grande astrazione di Carla Accardi e quella lirica di Licini, Melotti e Novelli sono in mostra a Catania in due importanti esposizioni, allestite dal 6 febbraio a Palazzo Valle, sede della Fondazione Puglisi Cosentino.
Da un lato l’incessante spirito di ricerca dell’artista trapanese nei suoi oltre 60 anni di attività, dall’altro la leggerezza, il gioco, la fantasia di tre protagonisti delle avanguardie. Intitolata Carla Accardi. Segni e trasparenza, l’antologica curata da Luca Massimo Barbero è una sorta di mostra-installazione, in quanto, oltre a presentare le opere più significative della sua produzione, l’artista ha appositamente ideato alcuni lavori per gli spazi del bellissimo edificio barocco, come Vie alternative, realizzazione permanente in ceramica per il cortile.
Il tema del dialogo tra spazio, segno e colore apre il percorso espositivo, articolato in varie sezioni. Dapprima gli esordi e l’affermarsi quindi dei suoi segni cromatici, la cifra che la contraddistingue quando nel 1946, stabilitasi a Roma, partecipa alla costituzione del Gruppo Forma.
Una stagione irripetibile dell’arte italiana, di cui la pittrice siciliana fu protagonista di primo piano. In mostra ci sono le tele degli anni ’50, l’evolversi dei segni da configurazioni libere e distese a bicromie positivo-negativo, messe in relazione nell’allestimento di Palazzo Valle con l’installazione Casa Labirinto del 1999-2000, opera percorribile in cui la superficie in plexiglas ripropone lo stesso sviluppo cromatico.
Non manca la serie dei ‘tondì o ‘cervelli’, ma la mostra approfondisce soprattutto la fisicità del dialogo tra segno e trasparenza nel lavoro dell’Accardi, concentrandosi prevalentemente sulle opere realizzate su sicofoil. Infine, una straordinaria sala riunisce i grandi dipinti realizzati dall’artista per la personale alla Biennale di Venezia del 1988, mentre con Pavimento in ceramica (2007) prende corpo la fusione di architettura e segno: pavimento di piastrelle in gres dipinto, con graffiti alternati di colore verde e cobalto su sfondo bianco, realizzata a quattro mani con Gianna Nannini, a sua volta autrice di un brano come specifica presenza sonora parallela a quella visiva.
Maestri della generazione precedente a quella dell’Accardi, Licini e Melotti, affiancati dal più giovane Novelli, raccontano invece un’altra astrazione, che, con un forte accento mediterraneo, influenzò fortemente il panorama artistico nazionale (e non solo).
Realizzata in collaborazione con il Mart di Trento e Rovereto e curata da Gabriella Belli e Alessandra Tiddia, Segni come sogni Licini, Melotti, Novelli fra astrazione e poesia presenta 27 opere di grande interesse, dalle quali emerge la comune vocazione lirica attraverso lo sviluppo di una dimensione anti-volumetrica, da cui scaturiscono, in onirica alchimia, leggerezza, fantasia e gioco.

Fonte: Nicoletta Castagni, Ansa