Casa An: Pdl e Fli si scontrano in Aula della Camera

CASA AN MONTECARLO – La risposta di Franco Frattini alle interpellanze urgenti alla Camera sull’affaire casa di Montecarlo, ripropone nel pieno dell’Aula della Camera lo scontro frontale tra Pdl e Fli sul ruolo avuto dal governo nella gestione delle carte di Santa Lucia e su quello di Gianfranco Fini nella vicenda. Della Vedova illustra le ragioni di chiarimenti chiesti dai finiani, Corsaro difende la correttezza del ministro degli Esteri che spiega di essersi mosso per fugare dubbi di falso.

“L’inchiesta della procura che indaga su di me me è atto dovuto”, dopo la denuncia di un cittadino che le agenzie di stampa hanno definito un militante di Fli”, si difende Frattini. “La verità è una sola, e sento che sarà presto accertata dalla magistratura» ha aggiunto, spiegando di aver scelto di illustrare in Aula “gli stessi argomenti» che metterà a disposizione degli organi inquirenti.

Italo Bocchino, che ha preso la parola subito dopo, si è dichiarato «per certi versi soddisfatto della risposta” all’interpellanza sulla ex casa di An a Montecarlo, e si è detto compiaciuto perchè il ministro degli Esteri si è reso “reo confesso e complice di un’operazione di dossieraggio”. “Lei – ha detto Bocchino in un crescendo – ha violato il galateo istituzionale, mettendo la Farnesina in maniera impropria contro la terza carica dello Stato, per piegarla al volere di qualcuno”.

“Lei – ha incalzato ancora il capogruppo Fli – si è prestato a un’operazione di dossieraggio dissennata con un obiettivo anti-istituzionale teso a colpire la terza carica dello Stato e piegando a questo la Farnesina, facendolo senza averne titolo. In più, si è tenuto i documenti in cassaforte fino a che non sono serviti al presidente del Consiglio per ditrarre l’attenzione dal caso Ruby”.

Subito dopo la replica, Bocchino ha lasciato l’Aula, cosa che ha fatto rumoreggiare i deputati del Pdl, cui è toccata la replica in forza dell’interpellanza presentata dal deputato Massimo Enrico Corsaro. “L’intervento di Bocchino – ha detto quest’ultimo senza mezzi termini – è stato risibile se non ridicolo” e “basterebbero le sue repliche al ministro degli Esteri, una vera arrampiacata sugli specchi, per dichiarami soddisfatto della risposta del ministro”. Corsaro, inoltre, ha rispedito al mittente le accuse per cui questa vicenda sarebbe stata utilizzata per chiedere le dimissioni di Fini “perchè avrebbe spostato parte del patrimonio di An alla disponibilità di persone a lui vicine”.
“Noi – ha quindi concluso Corsaro – abbiamo sollevato una valutazione di opportunità politica del mantenimento della carica di presidente della Camera di una persona che è diventato capo di una formazione politica di opposizione e che, come dimostra la vicenda Copasir, non è più in grado di garantire quella terzietà propria della carica che ricopre”.

La Stampa