Nel nuovo paniere Istat entrano iPad e kebab

Kebab
CAMBIA PANIERE CARO-VITA – Gli italiani non rinunciano alle ultime tecnologie, spesso mangiano nei fast food etnici, mentre prendono sempre meno film a noleggio. Così il paniere dell’Istat, il cestino che raccoglie tutti i prodotti su cui si misura il carovita, si aggiorna: entrano l’I-pad, il kebab, mentre esce l’affitto dei dvd dalla videoteca. Complessivamente per il 2011 si contano un addio e cinque new entry.

Infatti, oltre ai pasti lampo in punti ristoro turchi, nord africani, cinesi, giapponesi e ai computer tavoletta dotati della tecnologia touchscreen (cosiddetti tablet-pc), entrano i biglietti che consentono l’utilizzo di più mezzi pubblici (servizi di trasporto extraurbano, multimodale, integrato), validi, ad esempio, sia per le ferrovie sia per la metro; gli ingressi ai parchi nazionali, ai giardini zoologici e botanici; e il salmone affumicato. Tutti prodotti che sono lo specchio di una società che cerca di risparmiare tempo, optando per cibi veloci, accoglie bene tutto ciò che garantisce efficienza e anche in tempi di crisi non si priva dei gadget dell’high tech. Per quest’anno il paniere dell’Istat non solo è stato modificato, adeguando la lista delle voci ai comportamenti degli italiani e alle novità del mercato, ma è stata anche rivista tutta la sua struttura. Si tratta, spiega l’Istituto, di «un nuovo e più articolato schema di classificazione della spesa per consumi», aumentano i settori di riferimento (a 319 da 204) e, così, si allunga anche l’elenco dei beni e servizi considerati, che arriva a quota 1.377. Riguardo al peso attributo ai diversi capitoli di spesa, segnano aumenti i trasporti, l’abitazione (compresa l’acqua, l’elettricità e i combustibili), la sanità e l’istruzione. Mentre cala il contributo all’inflazione da parte del settore dei mobili. Quanto alle città usate come ‘termometro’ del carovita, i comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo degli indici sono diventati 85 (erano 83 nel 2010). Il restyling del paniere dell’Istat non convince, però, i consumatori, con Federconsumatori e Adusbef che guardando con «perplessità» al nuovo sistema. Sulla stessa linea il Codacons che parla di «pesi sballati». Inoltre, riguardo all’arrivo dei fast food, secondo un’indagine Coldiretti/Swg, solo il 7% degli italiani frequenta molto spesso un take away straniero e ben quattro su dieci non hanno mai acquistato per strada kebab, tacos, involtini primavera o sushi da portare via.

di Marianna Berti
Fonte: ANSA