Giornalisti in Egitto: reporter arrestati e aggrediti al Cairo, la Finlandia richiama i propri inviati

GIORNALISTI IN EGITTO – Anche se in Egitto sembra che siano diminuite le aggressioni fisiche ai giornalisti e cineoperatori registrate in questi giorni, crescono i casi di limitazioni ai loro movimenti. Ai giornalisti viene impedito soprattutto di accedere in piazza Tahrir. E’ successo a due reporter italiani, Michele Giorgio del Manifesto e Giovanni Porzio di Panorama, che sono stati fermati ai margini della piazza e trattenuti alcune ore per poi essere rilasciati. Nel frattempo, la repressione ha mietuto la sua prima vittima. Si tratta del giornalista egiziano del quotidiano filo-governativo ‘al Ahram’, Ahmad Mahmud. Il giornalista è morto nella serata di ieri in seguito alle ferite riportate durante i disordini al Cairo del 29 gennaio scorso. Mahmud era stato gravemente ferito da un proiettile sparato da un’arma da fuoco nei pressi di piazza Tahrir.

Il suo caso è molto simile a quello del giornalista della Tv pubblica svedese, Bert Sundstroem. Il reporter è stato aggredito ieri in piazza Tahrir ed è stato ferito gravemente con due fendenti, uno al collo e l’altro allo stomaco. Ora è in ospedale al Cairo e si teme per la sua vita. Sono ormai due giorni che i giornalisti stranieri sono stati presi di mira dalle autorità egiziane e dai sostenitori del presidente Mubarak perché accusati di voler destabilizzare il regime. Sebbene ieri la comunità internazionale, ONU in testa, hanno fortemente condannato questi atti di violenza e di intimidazione nei confronti dei giornalisti internazionali, che seguono la rivolta egiziana, si continuano a registrare scomparse di reporter.

Si va dalla custodia per poche ore fino alla carcerazione per un giorno, ma soprattutto vi sono casi di operatori dell’informazione dei quali non si sa più nulla. E’ il caso dell’inviato della televisione pan-araba di Dubai, ‘al-Arabiya’ di cui si sono perse ogni traccia. Mentre l’emittente privata francese ‘Canal Plus’ ha denunciato che ha perso i contatti con due giornalisti di un’agenzia di stampa francese che lavorano per la tv. I due sono stati arrestati dalle forze di sicurezza al Cairo e portati in un luogo segreto dove sarebbero detenuti ormai da oltre 24 ore. I due giornalisti stavano realizzando un documentario per la tv. Sono stati arrestati nella capitale egiziana mentre erano in compagnia di militanti del Movimento 6 aprile e di difensori dei diritti umani. Fra loro, un delegato di Amnesty International e un rappresentante di Human Rights Watch.

Momenti di terrore sono stati vissute anche da due giornaliste spagnole, Laura Lopez Caro di Abc e Beatriz Mesa della radio Cope. Le due reporter sono state bloccate e costrette a scendere dalla loro macchina da una folla inferocita. Provvidenziale per loro l’arrivo di un soldato che le ha sottratte alla folla. Infine, un inviato speciale del quotidiano comunista L’Humanite’ è stato fermato a due riprese, nel suo hotel, ed è stato poi rilasciato. Ieri gli studi del Cairo della tv al-Jazeera sono stati vandalizzati e distrutti da un gruppo di uomini poi allontanatisi facendo perdere ogni traccia. Al Jazeera aveva già subito un provvedimento di censura la scorsa domenica, quando il governo aveva oscurato le sue trasmissioni. Finora sono nove i suoi giornalisti fermati e trattenuti dalle forze di sicurezza egiziane.

Un gruppo di uomini armati di coltelli, probabili sostenitori pro Mubarak, hanno invece, bloccato la troupe egiziana di Skytv alla sua uscita da piazza Tahrir. Alla troupe è stato portato via il materiale filmato nella piazza. Ancora ieri irruzione dell’esercito anche nella sede del sito internet dei Fratelli Musulmani, partito di opposizione egiziano. I militari hanno arrestato anche 12 giornalisti. In questo caso, come in quello di al-Jazeera, si è trattato di un modo per impedire la diffusione di notizie sconvenienti per il governo. Aggrediti anche due giornalisti turchi. Uno è Metin Turan, corrispondente della rete televisiva pubblica TRT, e l’altro è un fotografo che lavora per il quotidiano turco Zaman, Isa Simsek. In questi giorni delle vere e proprie squadre di picchiatori hanno preso d’assalto diversi alberghi del centro cittadino e nei pressi di piazza Tahrir alla ricerca dei giornalisti. In molti casi si sono appropriati dei loro Pc e degli altri mezzi tecnici di cui fanno uso i reporter. Molti dei giornalisti ospiti di questi hotel sono scappati, mentre altri hanno chiesto protezione all’esercito che li ha spostati in un luogo più sicuro. Molti reporter sono finiti all’hotel Marriott, sull’isola di Zamalek in un’area più periferica e lontana dai luoghi della rivolta. Sembra che la sicurezza egiziana abbia dato istruzioni ai giornalisti stranieri di abbandonare quanto prima gli alberghi attorno a piazza Tahrir ritenuti ormai non più sicuri per loro. Finora si è appreso di squadre della Cnn e della Reuters aggredite, di giornalisti olandesi minacciati, dell’arresto della capo dell’ufficio del Cairo del Washington Post e del suo fotografo e di un interprete e di due equipe giornalistiche della tv polacca ‘Tvp’ fermati dalla polizia.

Giovedì poi, un cronista greco è stato pugnalato alla gamba e un inviato della tv danese Tv2 è stato attaccato e picchiato da manifestanti con cartelli inneggianti a Mubarak. A parte questi casi, oggi i fatti confermano che non è stata una giornata di violenze, arresti e di forti intimidazioni contro i giornalisti. Le redazioni di molti media hanno riferito della liberazione dei loro cronisti. Ieri anche la ‘tv Arte’ aveva dato notizia dell’arresto di due suoi giornalisti. L’emittente televisiva oggi ha però, annunciato il loro rilascio. Sono stati liberati anche i tre giornalisti di ‘France24’ e il corrispondente del quotidiano belga ‘Le Soir’, Serge Dumont, di cui ieri si erano perse le tracce per diverse ore. Anche i membri di un’equipe della televisione privata francese ‘TF1’, detenuti ieri, sono stati rilasciati. Liberi anche i sei giornalisti catalani della Tv pubblica TV3 e dopo una detenzione di cinque ore anche due inviati di Telecinco. Il fatto che le autorità egiziane stiano liberando i diversi giornalisti stranieri trattenuto nelle loro mani sta facendo ritornare la speranza.

Un rapporto di ‘Reporter senza Frontiere’ indica in 60 il numero dei giornalisti aggrediti dall’inizio delle proteste, 25 gennaio, in Egitto. Nel documento sono indicati con 57 il numero di coloro che sono stati fermati o arrestati mentre stavano svolgendo il loro lavoro. La Tv di Stato egiziana ha reso noto che i militari egiziani hanno messo al sicuro 18 giornalisti catturati da malviventi e li hanno portati in un luogo sicuro senza però, indicare ne le testate a cui appartengono ne la loro nazionalità. Nel frattempo, a indicare quanto la situazione sia preoccupante i mezzi di informazione finlandesi stanno richiamando i loro giornalisti e quelli svedesi stanno valutano di adottare analogo provvedimento. C’è anche la televisione pubblica finlandese ‘Yle’ tra i media che hanno deciso di richiamare i propri inviati.

Ferdinando Pelliccia