“Il padre e lo straniero”: “normalità” e “diversità” nell’atteso film di Ricky Tognazzi

l'immagine di una scena tratta dal film "Il padre e lo straniero"

RICKY TOGNAZZI CINEMA – Sarà nelle sale domani, venerdì 18 febbraio, l’atteso film di Ricky Tognazzi, Il padre e lo straniero. Tratto dal libro di Giancarlo De Cataldo, il film narra il destino che unisce due padri molto diversi tra loro ma accomunati dallo stesso dolore per il figlio portatore di handicap. Diego, interpretato da Alessandro Gassman, uomo affermato, che ostenta sicurezza, nel privato è una persona che soffre di un dolore che non trova ragioni. Walid, arabo di origine, cerca di guardare il figlio con sentimento e gratitudine, quasi come rappresentasse per lui un segno del destino, una testimonianza del fatto che, qualcuno al di sopra di tutti noi, volesse metterlo alla prova. Tra i due padri nasce un rapporto che, se all’inizio è guidato dalla meccanica quotidianità (entrambi i loro figli sono ricoverati nello stesso istituto) con il tempo si trasforma in un rapporto speciale, dove i termini “normalità” e “diversità” cambiano accezione per Diego grazie alle lezioni di vita di Walid.
Tuttavia permangono dei dubbi sulla veridicità del sentimento di amicizia di Walid verso Diego, soprattutto nel momento in cui Walid pare dileguarsi lasciando un alone di mistero e domande dietro di sé e Diego, quasi come conseguenza, si ritrova indagato dai Servizi Segreti. La verità la scoprirà durante un viaggio nel paese natale di Walid.
Un film impegnato, che vede temi attuali, dolori familiari e colpi di scena condire questa storia che si preannuncia come il grande ritorno di Ricky Tognazzi, accompagnato da un Gassman che fa emergere tutta la sua maestria.

Sara Durantini