Delitto di Avetrana: Cosima Serrano personaggio chiave dell’omicidio Sarah Scazzi

DELITTO DI AVETRANA – E’ Cosima, la moglie di Michele Misseri, il personaggio chiave di questa “seconda parte” delle indagini sul delitto di Sarah Scazzi. Nella richiesta di arresto nei confronti di Carmine Misseri e del nipote Cosimo Cosma, i pubblici ministeri Argentino e Buccoliero hanno spiegato al Gip che gli arresti si rendevano “necessari per fare chiarezza sulla posizione di Cosima, reticente di fronte ai magistrati ma a conoscenza del delitto”.

Anzi, Cosima, la zia di Sarah, ha fatto di tutto per intorbidire e mescolare le acque. Secondo l’accusa a uccidere materialmente Sarah fu la cugina Sabrina, quest’ultima in carcere dal 15 ottobre perché chiamata in causa dal padre. Ma sempre secondo l’accusa, quasi tutta la famiglia Misseri a questo punto avrebbe partecipato all’occultamento del cadavere.

Interrogati nel carcere di Taranto, il fratello ed il nipote di Zio Michele, si sono dichiarati innocenti, rispondendo alle domande degli inquirenti e del Gip, ma respingendo con forza le accuse mosse contro di loro e contenute nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A Carmine Misseri, gli investigatori hanno chiesto di chiarire, tra l’altro, cosa avvenne l’8 gennaio, quando a casa sua si presentò la cognata Cosima, accompagnata dalla sorella Emma.

La trappola di Cosima

Quel giorno infatti, la mamma di Sabrina si presentò a casa di Carmine con un cellulare avvolto in un panno chiedendo a quest’ultimo se poteva accenderlo, visto che lei non era capace. L’uomo che fiutò la trappola, non toccò il cellulare. Ancora non si sa a chi appartenesse il telefono ma con molta probabilità conteneva le impronte della piccola Sarah e per questo motivo è all’esame del Ris. E Carmine non cercò neanche nell’auto della donna che gli chiese di recuperare un altro apparecchio telefonico che a suo dire era nascosto dentro il bauletto dell’opel Astra in uso della famiglia Misseri.

Fonte: Tgcom