Narcotraffico in Messico: armi dei narcos da Usa e America Latina, Obama e Calderon cercano soluzione

NARCOTRAFFICO IN MESSICO – Dopo aver negato che il 90% delle armi che usano i cartelli della droga in Messico provengono dagli Usa, Stratfor (Strategic Forecasting, Inc) ha diffuso i dettagli di come il crimine organizzato si approvigioni.

La prestigiosa agenzia privata di intelligence, fa sapere che i canali di approvvigionamento di armi sono tre: quelle che si vendono legalmente in Messico, quelle che si possono legalmente acquistare in Usa ma non in Messico, e quelle che non si vendono ai civili in nessuno di questi Paesi, e che provengono essenzialmente dal mercato nero di armi dell’America Latina e dell’Asia.

Per gli acquisti legali in Messico, si tratta di pistole piu’ piccole come la Magnum .357, i calibri .380 e la .38 special. Armi che, oltre che acquistate, vengono anche rubate ai loro proprietari o ottenute attraverso militari corrotti. I sicari in genere, per le loro esecuzioni usano pistole .380 col silenziatore che se ci sono difficolta’ per l’acquisto in Messico, vengono acquistate in Usa e importate clandestinamente.

Per gli acquisti legali in Usa, si tratta di pistole come la calibro 9mm, la squadra .45 e i calibri .40, che sono in uso esclusivo alle autorita’ messicane, ma che in Usa sono molto diffuse e di facile acquisto. Categoria che include i fucili calibro 50, le versioni semiautomatiche di fucili d’assalto come gli AK-47, M16 e la pistola FN57. Armi che sono acquistate in Usa e importate clandestinamente ma che i cartelli ottengono anche attraverso militari corrotti o disertori della polizia e dell’esercito messicano.

Le armi acquistate di contrabbando dal mercato nero in America Latina e Asia, sono le piu’ micidiali. Si tratta di artiglieria che non e’ disponibile sul mercato civile in Messico e in Usa. Artiglieria di tipo militare spesso ostentata dai cartelli per manifestare la propria potenza, come le granate di 40 mm, le granate con propulsione a razzo, i fucili automatici d’assalto, i fucili da combattimento e i mitragliatori leggeri.

Un tipo di armamento che e’ estremamente difficile ottenere in Usa -specialmente nella quantita’ richiesta dai cartelli dei narcos- e che si reperisce nel mercato nero internazionale -dove la Cina non svolge un ruolo secondario- e da militari corrotti e disertori dell’esercito messicano.

Negli ultimi anni, cartelli come “Los Zetas”, “Gente Nueva” e “La Linea” hanno aumentato l’uso di arsenale militare sostituendolo alle piccole armi. In base ad una dettagliata analisi delle armi sequestrate dalle autorita’, si dimostra una chiara tendenza all’uso di artiglieria pesante, incluse alcune che non sono disponibili in Usa. Cosi’ conclude il rapporto di Stratfor, ricordando che il Guatemala e’ uno dei fornitori di armi per il crimine organizzato in Messico.

INCONTRO BARACK OBAMA-FELIPE CALDERON – Nel mezzo della dura battaglia transfrontaliera contro il narcotraffico, Stati Uniti e Messico ripartono dall’accordo sul transito dei camion. L’incontro di giovedi’ a Washington tra i due presidenti – Barack Obama e Felipe Calderon – sembra aver individuato la soluzione di un problema vecchio di 15 anni.

Il negoziato sul traffico dei camion, lascia pero’ sullo sfondo il tema della sicurezza. Le due capitali rimangono su posizioni distinte: gli states si attendono un contenimento delle attivita’ criminali e un intervento sul corridoio della droga, il Messico denuncia la legislazione iper-liberista del vicino in tema di possesso di armi da fuoco (garanzia per la militarizzazione dei narcos) e l’escalation della domanda di sostanze stupefacenti. E le cronache recenti, con l’uccisione in territorio messicano dell’agente federale degli Usa Jaime Zapata, rendono il tema ancora piu’ caldo.

Calderon ha assicurato che chiedera’ al Parlamento messicano di valutare “tutte le possibilita’” perche’ sia garantita sicurezza agli agenti statunitensi sul territorio del suo paese. Ivi compresa la dotazione di armi, tema sollevato – nel pieno del clamore suscitato dall’assassinio di Zapata – dal segretario di Stato Usa per la sicurezza interna Janet Napolitano. Ma al di la’ dei pronunciamenti di buona volonta’ e cooperazione, del riconoscimento che Obama ha fatto degli sforzi di Calderon nella lotta ai narcos, della parziale ammissione di corresponsabilita’ di Washington nell’escalation di violenze, rimane il fatto che dal 2006 a oggi, nella zona adiacente la frontiera sud degli Usa, 35mila persone sono morte per cause legate alla criminalita’ dei cartelli.

Aduc