RIFORMA DELLA GIUSTIZIA – Sarà «epocale» la riforma costituzionale della giustizia che il governo varerà giovedì prossimo. Parola di Silvio Berlusconi. Che, a sentire il suo ministro della Giustizia, non trarrà alcun vantaggio giudiziario dalle nuove regole. Per il premier è un altro sabato all´insegna di messaggi e telefonate pubbliche. Il Cavaliere con le sue parole inonda l´etere, esclude le elezioni anticipate, parla di maggioranza forte e torna a promettere il nucleare e la riforma fiscale. Oltre al cavallo di battaglia delle intercettazioni, la legge bavaglio contro giornalisti e magistrati. Salvo poi negare di essere l´uomo dei conflitti istituzionali: quelli – dice – li crea la sinistra, «una vera palla al piede».

I punti cardine del testo vengono illustrati da Angelino Alfano: separazione delle carriere, responsabilità civile dei giudici e riforma del Csm. Il Guardasigilli, lodato apertamente dal Cavaliere, assicura che «nessuno può parlare di riforma a beneficio di Berlusconi visto che quella costituzionale non si può applicare ai processi in corso». La pensa allo stesso modo il ministro del Carroccio Roberto Calderoli, sherpa leghista sulla giustizia, per il quale le nuove regole saranno «giuste e non incideranno sui processi» del premier.

Eppure il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, spiega che si sta ancora discutendo se «togliere la norma transitoria» nella riforma. Ovvero se renderne operativo da subito qualche troncone della rivoluzione berlusconiana. Perché il premier ha fretta, come dimostra tornando a promettere in tempi brevi la riforma delle intercettazioni «perfezionando» alla Camera il testo (già criticato da Quirinale, magistrati, forze dell´ordine e giornalisti) che era uscito dal Senato. Quindi per l´ennesima volta annuncia la riforma del fisco e il nucleare («unica alternativa a petrolio e gas», dice dimenticando le fonti alternative) sul quale, assicura, «andremo avanti con decisione» ignorando «il falso ambientalismo ideologico della sinistra che semina un mare paure».

Repubblica