Crisi Libia: il giallo del rimorchiatore italiano ‘Asso 22’, La Russa: “Pronti a intervenire”

CRISI LIBIA – Quando i libici sono saliti a bordo del rimorchiatore, sembravano funzionari tranquilli, intenti solo a un controllo un po´ insistente, forse persino insolito. Ma il giorno dopo, quando i “funzionari” si sono presentati sulla “Asso 22” accompagnati da uomini armati, l´equipaggio ha capito che qualcosa non andava. La nave è stata presa in consegna dai nuovi venuti ed è salpata per chissà dove, diretta forse a una scorreria su un impianto petrolifero italiano. Ma è stata dissuasa da un elicottero degli alleati, e in serata stava tornando a Tripoli.

Ha le tinte del giallo la vicenda dell´unità appoggio della compagnia napoletana Augusta Offshore, ma per gli undici uomini di equipaggio è piuttosto un incubo. Secondo la ricostruzione della compagnia napoletana, specializzata nell´assistenza alle piattaforme petrolifere, tutto è cominciato venerdì, quando su richiesta dei noleggiatori la Asso 22 si è spostata dal porto di Mellitah a quello di Tripoli. Era uno spostamento del tutto normale, a cui è seguito l´altrettanto normale rifornimento di gasolio con autobotti. Poi il noleggiatore ha chiesto all´equipaggio di restare in attesa di istruzioni.

Nella notte sono cominciate le stranezze: alcune persone sono salite a bordo, dichiarandosi funzionari dell´autorità portuale e richiedendo una serie di indicazioni tecniche su prestazioni e funzionamento degli apparati e degli strumenti. Poi sono sbarcate. Sabato pomeriggio le stesse persone si sono ripresentate per ispezionare i locali della nave, approfondire le conoscenze tecniche degli apparati e fare fotografie, dopo di che sono tornate a terra.

Poco prima delle 21 i funzionari risalgono a bordo, e stavolta per restare tutta la notte. Chiedono al comandante di farli familiarizzare con gli apparati e con il comando. Nel frattempo la compagnia madre e la nave continuano a tenere normali comunicazioni. La svolta inquietante arriva alle 6.30 di domenica: il comandante di Asso 22, nave salita all´onore delle cronache per aver salvato nel 2009 350 immigrati al largo della Libia, comunica alla compagnia che si sono presentati a bordo anche militari libici armati, i quali hanno intimato lo stop a tutte le comunicazioni e hanno fatto imbarcare in coperta due gommoni veloci.

È stata l´ultima comunicazione ufficiale: la Augusta si è attivata per cercare il coordinamento con le autorità libiche, ma alle 13 è stata avvisata dal rappresentante locale che la Asso 22 aveva lasciato il porto della capitale e faceva rotta fuori delle acque territoriali, dirigendosi verso nord ovest.

In serata, l´Asso 22 ha virato di bordo, facendo rotta verso Tripoli: secondo le prime ricostruzioni, era stato intercettato da un elicottero militare decollato da una nave della coalizione che incrociava al largo della capitale. Resta il giallo sulle intenzioni dei funzionari libici e soprattutto rimane la preoccupazione per le sorti dell´equipaggio: a bordo del rimorchiatore ci sono otto italiani (quattro siciliani, tre campani e un laziale), due indiani e ucraino.

L´unità di crisi della Farnesina, che segue con continuità la vicenda, sembra suggerire un approccio “soft” che permetta soprattutto una conclusione senza rischi per i marinai. Di tutt´altro tono i proclami del ministro della Difesa: «Siamo a disposizione per un´evacuazione del personale con ogni strumento possibile», ha detto Ignazio La Russa: «Quando e se ce lo chiederanno, interverremo».

Repubblica