Guerra in Libia, Obama: “Coscienti dei rischi, ma abbiamo la responsabilità di agire”

Il Presidente Usa Barack Obama

OBAMA SU INTERVENTO MILITARE IN LIBIA – Per il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non intervenire in Libia avrebbe avuto un costo inaccettabile. “Quando i nostri interessi e i nostri valori sono minacciati, abbiamo la responsabilità di agire”, ha detto ieri Obama durante un discorso all’Università per la Difesa nazionale a Washington. “Coscienti dei rischi e dei costi di un’azione militare – ha precisato il Presidente Usa – siamo naturalmente reticenti ad usare la forza per risolvere i problemi mondiali“, ma “da generazioni, gli Stati Uniti svolgono un ruolo unico di punto di ancoraggio della sicurezza mondiale e di difensore della libertà“, ha spiegato Obama.

Comunque il comando delle operazioni militari passerà nel giro di 48 ore alla Nato, e il compito di decidere il proprio futuro sarà solo del popolo libico. Gli Stati Unti, dunque, sembrano propendere per un ruolo di secondo piano nella gestione dell’intervento in Libia, anche per non ripetere gli errori fatti in Iraq, ha voluto precisare Obama. L’obiettivo principale degli Usa è tuttavia quello di porre fine al potere di Muammar Gheddafi. Al summit di Londra, previsto per oggi, si cercherà di trovare una soluzione ‘politica’ per la situazione in Libia. La stampa britannica anticipa un’offerta d’impunità a Gheddafi, a patto che lasci il Paese.

Al summit Londra sono stati invitati anche molti Paesi del Medio Oriente e Nordafrica: quelli che partecipano alle operazioni militari, come Emirati Arabi e Qatar, ma anche Giordania, Tunisia, Egitto, Marocco, Libano.

Tra i temi della riunione, si discuterà l’ipotesi di esilio per Gheddafi.
Il ministro degli esteri italiano Frattini ha detto che “vi sono paesi africani che potrebbero offrire ospitalità” a Gheddafi, anche se per ora “non ci sono ancora proposte formali”. Cameron e Sarkozy hanno concordato che Gheddafi deve andarsene immediatamente”.

Intanto, l’avanza dei ribelli verso Tripoli è stata fermata all’altezza di Sirte, la città natale del rais e roccaforte dei ‘lealisti’. È infine riapparso in pubblico Khamis, il figlio di Gheddafi nei giorni scorsi era stato dato per morto.

Redazione online