Luisa Corna, intervista esclusiva a 360 gradi: “Mi piacerebbe duettare con Mina e Renato Zero”

INTERVISTA LUISA CORNA – Cara Luisa, è un piacere per noi di DirettaNews intervistare un’artista poliedrica del tuo calibro. Nella tua carriera sei e sei stata fotomodella (per Dolce e Gabbana), showgirl, cantante, conduttrice e attrice (di cinema e teatro): da quale di queste esperienze professionali ti senti più rappresentata?

Tutte queste esperienze professionali hanno come denominatore comune il mondo dello spettacolo, il contatto con la gente, mi hanno dato  la possibilità di potermi esprimere, anche se con aspetti e caratteristiche differenti, ma la musica rimane il mio primo grande amore, la mia istintività, quello che ho sempre desiderato coltivare maggiormente.

Dopo l’esperienza di Castrocaro (dove sei arrivata seconda nel 1992) nel 2002 hai partecipato al Festival di Sanremo con Fausto Leali con il brano “Ora che ho bisogno di te” classificandoti quarta: pensi in futuro di calcare ancora le scene dell’Ariston come concorrente o in qualità di conduttrice?

Mi piacerebbe ritornare al Festival di Sanremo, che per me ha segnato un cambio professionale importante con ruoli di maggior rilievo e un “grazie” speciale va a  Fausto Leali che ha creduto in me  e mi ha permesso di  realizzare un sogno. Sicuramente vorrei essere in gara come cantante e rivivere quella singolare esperienza che mi ha dato molto. Quel palcoscenico ha una forza straordinaria, ed anche se la tensione è sempre tanta, vorrei rimettermi alla prova, oggi che ho accumulato  maggior esperienza.  

Con la tua bellissima voce ha duettato con personaggi e gruppi del calibro di Dionne Warwick, Gloria Gaynor, Salomon Burke e The Supremes. Ci sarebbe qualche altro gruppo o artista con il quale ti piacerebbe cantare?

Ho avuto la fortuna di duettare non solo con grandi cantati internazionali, ma anche  con grandi  artisti  Italiani. Interpretare con  loro le canzoni che li hanno resi celebri è stata un‘esperienza meravigliosa, ognuno di loro con un proprio bagaglio artistico, mondi musicali a volte così diversi. Ci sono vari  artisti che stimo e con i quali mi piacerebbe cantare… lo dico?… mi butto? due grandi di sempre… Mina, Renato Zero.

Nel 2005 sei stata interprete e autrice del singolo “Colpa Mia”, realizzato con la collaborazione di Gatto Panceri. E ti sei trasformata anche in cantautrice nel Cd “Acqua Futura”. Ti piacerebbe continuare a comporre musica e testi? Da quali artisti trai ispirazione?

Ho sempre amato scrivere e probabilmente avendo cantato spesso i brani di altri, nel momento in cui ho avuto la possibilità di avere delle mie  canzoni, è stato  spontaneo esprimermi con il mio linguaggio, raccontando quelle che sono o sono state le mie esperienze di vita. Certo, ho avuto anche un grande maestro come Gatto Panceri.

Nel 2010 è uscito il tuo secondo disco “Non si vive in silenzio”, dove compaiono cover di brani celebri (come You’d better stop di Sam Brown e Run baby run di Sheryl Crow) assieme ad alcuni inediti: qual è il brano a cui ti senti più legata? E’ vero che l’album vuol rendere omaggio al grande Gino Paoli (autore tra l’altro dell’omonimo singolo Non si vive in silenzio)?

Il brano al quale  mi sento maggiormente legata è  “2 Sillabe”  scritto da me, Riccardo Bonfadini e Franco Pezzetti e vede la collaborazione artistica di Alex Britti alla chitarra. Ho riproposto il brano di Gino Paoli “Non si vive in silenzio” perché  trovo che sia una canzone estremamente attuale, come del resto  lo sono diversi brani del cantautore genovese,  ed ho utilizzato questo titolo anche per il  cd, è come uno “slogan”, un messaggio diretto ed esprime in poche parole quello che io sento, il mio desiderio di esprimermi attraverso la musica, ma è anche un incitamento a non vivere nel silenzio e a trovare sempre la forza di esprimere quello che ognuno sente di voler dire.

Essere artisti poliedrici come te (e riuscire in tutto) è una cosa difficilissima per i più, ma ti sentiresti di dare un consiglio vero a chi sta cominciando ora a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo e della musica?

Prima di tutto grazie per i complimenti. Per una serie di circostanze ho avuto la possibilità di fare esperienza in diversi settori, cosa che non ho sempre ricercato, ma è capitato, diciamo che ho accettato la sfida e  non mi sono tirata indietro, e sinceramente se tornassi indietro farei delle scelte diverse, ma con il senno di poi sembra tutto facile ovviamente. Difficile dare dei consigli e io mi sento poco indicata, però ci provo: Credere in se stessi è sicuramente importante perché ci sarà sempre qualcuno  che cercherà di farti cambiare idea,  ma per fortuna c’è la passione che spesso fa superare tante difficoltà, quindi seguire quell’amore smisurato, la dedizione quasi totale, fare esperienza in piccoli o grandi locali che siano e se hai come pubblico 10, 100 o 1000 persone deve essere la stessa cosa, l’importante è che quando scendi da quel palco senti di aver dato e ricevuto qualcosa e poi la fortuna di incontrare le persone “giuste” che sappiano tirare fuori il meglio e sostenere nei momenti difficili che inevitabilmente la vita ci regala.

Come vedi il tuo futuro tra cinque-dieci anni? C’è qualche sogno nel cassetto che non sei ancora riuscita a coronare? La tua priorità più importante è l’amore o la realizzazione professionale?

Sinceramente non mi vedo, non lo so, non riesco ad immaginarmi, la mia vita è cambiata diverse volte. Diciamo che vorrei continuare ad esprimermi attraverso la musica, ma se ci fossero delle possibilità anche diverse, interessanti, potrei seguirle. Le priorità sono quelle che nascono durante il percorso, non sono una persona che fa calcoli, è che mi rendo conto che spesso gli eventi sono imprevedibili e non tutto dipende da noi. Di sogni nel cassetto ce ne sono e anche piccole rivincite che mi piacerebbe prendermi, ma se non sarà così spero comunque di vivere sempre in sintonia con me stessa e con quello che mi circonda

Simone Ciloni