Processo breve, alla Camera l’ostruzionismo delle opposizioni

PROCESSO BREVE ALLA CAMERA – E’ ancora scontro alla Camera sul processo breve, che contiene la prescrizione abbreviata per gli incensurati. Questa mattina l’ostruzionismo sull’approvazione del processo verbale della seduta di ieri del Partito democratico e dell’Italia dei valori ha bloccato i lavori dell’Aula e non è esclusa la possibilità di una seduta notturna. Le opposizioni puntano infatti a rinviare il più possibile l’esame del ddl. Ma gli esponenti della maggioranza non gradiscono e puntano il dito contro Gianfranco Fini, accusato di non essere superpartes e criticato per la decisione di lasciar parlare i parlamentari, il cui nome è citato sul processo verbale, per cinque minuti. Secondo fonti del governo, ci sarebbe anche l’intenzione di chiamare il Quirinale per illustrare telefonicamente la situazione al presidente Napolitano. Il capogruppo del Pdl a Montecitorio Fabrizio Cicchitto invita Fini a dimostrare la sua imparzialità, assumendosi le sue “responsabilità” e bloccando un ostruzionismo “potenzialmente eversivo” e “mai accettato finora”. A queste richieste risponde il capogruppo di Fli Benedetto Della Vedova, che dichiara che l’ostruzionismo dell’opposizione si interromperà sulla garanzia che non ci sono scorciatoie per il processo breve. “Noi usiamo tutti gli strumenti regolamentari perché sappiamo che loro hanno l’intenzione proditoria di invertire l’ordine del giorno, far saltare una legge importante come la comunitaria per insistere sulla prescrizione breve”, spiega il segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Stiamo usando – spiega – gli strumenti regolamentari per impedire colpi di mano”.

Redazione online