Massimo De Lorenzo: intervista esclusiva a uno degli ‘sceneggiatori’ di ‘Boris’ e attore per Verdone e Amelio

Massimo De Lorenzo - ora al cinema con 'Boris' e 'C'è chi dice no'

INTERVISTA A MASSIMO DE LORENZO –
Siamo onorati oggi di avere con noi a DirettaNews Massimo De Lorenzo. L’attore si è distinto in questo ultimo periodo nel ruolo di uno dei tre ‘sceneggiatori’ della fiction rappresentata in ‘Boris’. Ora il serial-tv, prodotto dalla Wilder, è diventato anche un film ed è in tutte le sale italiane.
Massimo De Lorenzo però non è solo questo, un attore che ha lavorato con gente del calibro di Carlo Verdone e Gianni Amelio. Un volto noto del nostro cinema che ci ha gentilmente concesso un’intervista in esclusiva.
Ecco le sue parole:

In questo momento particolare è facile associare il tuo volto a quello di uno dei tre ‘sceneggiatori’ di ‘Boris’, ma Massimo De Lorenzo non è assolutamente solo questo. Vuoi raccontarci tu chi sei?

Ho iniziato a lavorare con Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, con loro ho fatto molte delle cose più importante tra cinema, teatro e tv. Poi ho avuto la fortuna di incontrare registi come Amelio, Verdone,
Salvatores… piccoli ruoli ma incontri importanti.
Lavoro spesso in teatro, ne ho bisogno altrimenti non so più che mestiere faccio. Per la TV, a parte ‘Boris’, ho lavorato recentemente con Proietti (‘Il signore della truffa’- RaiUno) un altro incontro emozionante… è forse a causa sua che ho iniziato a fare questo lavoro.

Le tue esperienze e la tua carriera ti hanno portato a confrontarti con registi e autori importanti come Gianni Amelio o Carlo Verdone. Esiste ancora cinema di qualità in Italia?

Si che esiste la qualità…. spesso si nasconde nelle piccole produzioni, ma non solo. Dove c’è passione, onestà, coraggio c’è garanzia di qualità.

Boris è stato un successo stratosferico perchè è riuscito a colpire tutti i target possibili. Chi come me vive e lavora di cinema si è sentito dentro per  la veridicità dei fatti espressi, ma anche la gente comune si è innamorata dei personaggi. Ce ne vuoi parlare?

Tra gli addetti ai lavori’ Boris’ è ormai un riferimento di un certo modo di lavorare. Ho fatto tanta TV è ti assicuro che spesso la realtà supera la fantasia e accadono cose che anche in Boris sarebbero eccessive…
Anche la “gente comune” ama i personaggi, non solo per la loro comicità, ma anche perchè raccontano un mondo più vasto, oltre il cinema e la tv, ma di ogni ambiente lavorativo in cui prevalgono cialtroneria, superficialità, schiavismo,
vanità etc.
Credo che la fortuna di ‘Boris’ è quella di raccontare in modo spietato ogni ambiente di questo nostro paese a pezzi….

Quali sono i tuoi progetti per gli anni a venire? A cosa stai lavorando.

Adesso stiamo finendo una piccola tournè di ‘456’, un testo di Mattia Torre con Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri e Franco Ravera. Lo abbiamo fatto a Roma al Piccolo Eliseo ma speriamo di tornarci la prossima stagione. Poi dovrei
girare un film ma preferisco non dire di più. Intanto tutti al cinema con ‘Boris’ e ‘C’è chi dice no’.

Matteo Fantozzi