Alessandro Benvenuti: intervista esclusiva all’attore, al cinema con “Amici miei – come tutto ebbe inizio”

Alessandro Benvenuti

INTERVISTA ESCLUSIVA ALESSANDRO BENVENUTI –

Siamo onorati oggi di avere con noi a DirettaNews, in esclusiva, Alessandro Benvenuti.
Autore, attore, regista e chi più ne ha più ne metta. Alessandro è un volto noto del mondo dello spettacolo italiano, ed è tornato in scena, al cinema, con ‘Amici Miei – come tutto ebbe inzio’ che è ora nelle sale per la regia di Neri Parenti.
L’abbiamo raggiunto e c’ha raccontato il suo momento e quello dello spettacolo italiano.

Ti abbiamo visto ritornare in scena con ‘Amici Miei-Quando tutto ebbe inizio’ dopo un’assenza di diversi anni, come ti sei trovato? Cosa ne pensi di questo  film?

E’ stato un lavoro che ho fatto molto volentieri. Mi ha permesso di fare un discreto guadagno che ha cambiato in meglio la qualità dell’estate del 2010 per me e per la mia famiglia. Mi sono trovato molto bene sul set godendo della stima dell’organizzatore generale del film, Maurizio Amati, del regista Neri Parenti, del mio partner Michele Placido e di tutti i professionisti (dal reparto trucco al direttore della fotografia) presenti sul set. Gli altri interpreti li ho solo visti di sfuggita. Sono molto soddisfatto del risultato delle mie due uniche scene. Inoltre mi ha fatto piacere che, contrariamente a quanto stava scritto sul mio contratto, la Produzione mi abbia inserito fra gli interpreti principali inserendo il mio nome sul manifesto e abbia anche voluto che prestassi la mia voce al trailer del film. Erano ‘privilegi’ che non mi erano dovuti, e il fatto che li abbia ottenuti dipende solo dalla qualità di ciò che personalmente ho fatto sul set. Del film non ne penso niente perché al momento in cui ti rispondo, non l’ho ancora visto. Ciò dipende solo dal fatto che da quando è uscito nelle sale non ho avuto un solo giorno libero per andare al cinema essendo stato (e lo sarò ancora per un altra settimana) tutti i giorni impegnatissimo in tre diversi lavori che non mi lasciano il tempo di fare altro. Quello dunque che posso pensare è relativo solo alla sceneggiatura che ho letto e che ho trovato giusta per quello che questa operazione si proponeva. Di tutto il
girato ho potuto solo vedere la mia scena in Palazzo Vecchio, perché Neri Parenti, gentilmente, me l’ha fatta vedere montata quando sono andato negli studi di post produzione a registrare la mia voce per il trailer. L’ho trovata ben girata, ben fotografata, ben ambientata (capirai: Palazzo Vecchio!) e recitata bene. Di più non posso dirti.

Cosa pensi del momento tanto difficile attraversato dal cinema italiano?

Penso che se guardi le cifre non è poi così tanto difficile questo momento per il cinema italiano, anzi! Erano decenni che non andava così bene. Che poi non ci siano capolavori ma solo filmetti (quasi tutti) di successo è un altro paio di maniche. Diciamo che nonostante tutto l’impegno che la polita ci mette per uccidere chiunque tenti di pensare in modo disomogeneo da lei…qualcuno ancora resiste e riesce persino a fare soldi. E’ l’Italia che attraversa un momento difficile, non il cinema italiano.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Un CD (Zio Birillo storie di acide amenità) e poi escogitare modi efficaci e intelligenti di sopravvivere alla barbarie in corso. Progetto di diventare un anziano guerrigliero, insomma.

Cosa consigli in un momento tanto difficile a un giovane che intraprende questa carriera?

La cosa più semplice sarebbe quella di vendersi a qualche protettore ricco e stronzo. Dare via le parti intime a cominciare dall’anima e poi giù giù…questo è quello che sembra funzionare di più al momento. Altrimenti la latitanza, ma prima bisogna fare un danno grosso alle istituzioni, sennò che latiti a fare? Siamo già tutti in regime di semilatitanza, no. Pensa, ad esempio a quanto latita oggi l’intelligenza? O sennò avere una forte fede in se stessi e perseguire con una ferocia disumana la propria ragione di vita. Cercare con chiarezza la propria strada e farsi le gambe, il fiato e il cuore per farla fino in fondo. E prima di partire, magari, sapere con una
qualche immaginazione qual’è la stazione d’arrivo. Per chi ha voglia di sognare, lo spazio c’è, ma è nascosto fra le bancherelle della sagra degli incubi.

Matteo Fantozzi